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Ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2026 (Germinal - Jonquille)
E adesso vorrei sapere
Come sarebbe il mondo
Se tutto quanto fosse
Spostato di un secondo
(Marco Masini, "Spostato di un secondo")
Un elenco significativo - Le probabilità - Samarcanda - Elbert Hubbard - Tutto va come deve andare - Rino Gaetano
Un elenco significativo
Il criterio di selezione di quest'elenco è semplice: si tratta di celebrità che hanno perso l'aereo sbagliato al momento giusto,
con particolare riferimento al fatidico 11 settembre 2001, ma non solo.
Per celebrità uso un criterio molto semplice: hanno una pagina su Wikipedia. Ammetto che la maggior parte sono frutto di una ricerca in rete,
ovvero non li conoscevo, ed è pur vero che a volte Wikipedia è molto generosa nel concedere una pagina,
però se si vanno a vedere le pagine di questi signori si vedrà che la loro presenza è giustificata.
Nella maggior parte dei casi è la stessa Wikipedia a riportare l'episodio, negli altri riporto senza link perché si è dimostrato inesistente o comunque si può rintracciare in rete,
ma in tutti i casi mi sembra che le affermazioni siano affidabili.
Per qualcuno riporto la versione in inglese, perché manca quella italiana o perché in quella in inglese è citato l'episodio e in quella italiana no.
Seth MacFarlane
"Seth Woodbury MacFarlane (Kent, 26 ottobre 1973) è un attore, doppiatore, sceneggiatore, animatore, produttore televisivo, regista, comico, showman,
cantante e compositore statunitense, noto per essere il creatore (e doppiatore di molti personaggi) delle serie animate I Griffin,
il suo spin-off The Cleveland Show, American Dad!, per avere scritto, prodotto e interpretato la serie fantascientifica The Orville e per essere il fondatore della Fuzzy Door Productions".
Sarà anche tante cose, ma per me è il regista di "Ted".
Qua abbiamo due versioni, quella di Wikipedia:
"La mattina dell'11 settembre 2001 Seth avrebbe dovuto imbarcarsi sul volo American Airlines 11, partito da Boston e diretto a Los Angeles.
Il suo agente gli comunicò l'orario sbagliato del volo (8:15 invece che 7:45), così lui si presentò all'aeroporto solo alle 7:30 circa,
quando ormai era troppo tardi per salire a bordo.
Quindici minuti dopo la partenza l'aereo venne dirottato, e alle 8:46 venne fatto schiantare contro la Torre Nord del World Trade Center".
Poi c'è un'altra versione che ho trovato in rete e della quale non trovo più il link, che comunque non sposta nulla dal punto di vista pratico:
"Ero prenotato su quel volo, la sera prima avevo bevuto, avevo la sbornia e ho perso l'aereo di circa 10 minuti.
È stata una situazione molto rischiosa per me".
Mark Wahlberg
"Mark Robert Michael Wahlberg, noto anche con lo pseudonimo di Marky Mark (Boston, 5 giugno 1971), è un attore, produttore cinematografico e rapper statunitense".
Stesso film, anzi stessi film di "Ted", solo che stavolta è il volto noto del protagonista.
Stessa data, ma per lui ci sono aereo e motivazioni diverse:
"Wahlberg aveva prenotato un posto sul volo United Airlines 93 in data 11 settembre 2001, ma cambiò idea all'ultimo momento per potersi recare a Toronto a far visita a un amico di infanzia.
L'aereo non arrivò mai a destinazione, schiantandosi in un campo poco fuori Shanksville (in Pennsylvania), non lasciando superstiti.
In ricordo di questa decisiva scelta, nella scena iniziale del film Shooter si vede un libro con il titolo 9/11".
Spero che abbia offerto almeno una cena all'amico d'infanzia, ma avrebbe dovuto fargli un monumento.
E un monumento
è quello che hanno fatto Shanksville (in Pennsylvania) per commemorare le vittime di quest'altro aereo dimenticato dalle cronache.
Kim Cattrall
"Kim Victoria Cattrall (Liverpool, 21 agosto 1956) è un'attrice britannica con cittadinanza canadese naturalizzata statunitense".
Confesso di non aver visto neanche un suo film, mea culpa, ma scopro che tra gli altri ha fatto
"Crossroads - Le strade della vita"
(e sorvoliamo sul successivo "Patto con il diavolo", che c'azzecca ma non è fine).
"Nel 1988 sarebbe dovuta essere una dei passeggeri del volo Pan Am 103, esploso nell'attentato sopra i cieli di Lockerbie,
dato che aveva prenotato il volo ma non si era imbarcata per acquistare regali natalizi a Londra, scampando dunque alla tragedia".
Siamo tornati un po' indietro nel tempo, tredici anni prima, ma il concetto è sempre quello. Benedetti acquisti natalizi!
Mats Wilander
"Mats Wilander (Växjö, 22 agosto 1964) è un ex tennista, allenatore di tennis e commentatore sportivo svedese.
Vincitore di 7 tornei del Grande Slam in singolare e di 1 in doppio, nel 1988 ha chiuso la stagione da numero uno al mondo."
Prendo la notizia sempre da Wikipedia, ma direttamente dalla pagina dello stesso
volo Pan Am 103:
"Il tennista svedese Mats Wilander, numero uno nel ranking mondiale che quell'anno vinse l'Australian Open e il Roland Garros, prenotò il volo, senza però imbarcarvisi".
Quindi "doppio miracolo" come direbbe "Silvano il mago di Milano": non solo è una celebrità che ha mancato un volo dove sarebbe morto,
ma è successo nell'anno del suo massimo splendore.
John Lydon
"John Joseph Lydon, noto anche con lo pseudonimo di Johnny Rotten (Londra, 31 gennaio 1956), è un cantante britannico,
voce del gruppo punk rock dei Sex Pistols e del gruppo post-punk Public Image Ltd".
Siamo sempre sullo stesso volo Pan Am 103, vedi il link qui sopra, e la pagina in questione si limita ad osservare
come lui e sua moglie abbiano perso il volo. In un articolo della BBC invece ho trovato la dichiarazione più dettagliata:
"Abbiamo perso il volo solo perché Nora non aveva fatto le valigie in tempo. Abbiamo litigato molto e poi abbiamo preso il volo successivo".
Benedetto litigio!
Four Tops
"I Four Tops sono un quartetto statunitense vocale, il cui repertorio include brani doo-wop, jazz, soul, R&B, disco e showtunes".
Ultimo esempio sempre dallo stesso volo, in questo caso sono arrivati in ritardo a causa della registrazione del'album "Indestructible".
Christian Panucci
"Christian Panucci (nato il 12 aprile 1973) è un ex calciatore e allenatore italiano.
Nella sua carriera da giocatore ha giocato come difensore.".
Pur essendo italiano, ho preso da Wikipedia in inglese perché nella sua pagina italiana non c'è traccia dell'episodio:
"Panucci scampò per un pelo alla morte nel 1996. Era stato scelto come capitano della nazionale italiana alle Olimpiadi del 1996, ma rimase ferito in seguito.
Progettando di tornare in Italia, prenotò un volo il 17 luglio da New York a Roma, il volo TWA 800.
Quando il suo bagaglio dal volo di coincidenza per New York subì un ritardo, prenotò un volo successivo per Milano.
Il volo TWA esplose sull'Atlantico poco dopo il decollo, uccidendo tutti i 230 partecipanti."
Di Panucci su Wikipedia in italiano troviamo traccia solo sulla pagina del
Volo TWA 800 (1996):
"Nove italiani si trovavano sull’aereo perché il volo TWA840 JFK-FCO era in overbooking.
Gli stessi avrebbero raggiunto Roma Fiumicino FCO solo poche ore dopo l’arrivo a Parigi, con un volo Air France.
Gli italiani a bordo avrebbero dovuto essere 10: infatti, per una fortunata circostanza,
il calciatore Christian Panucci decise all'ultimo istante di non prendere il volo".
Le probabilità
I detrattori di qualsiasi rilevazione di fatti anomali, quelli che si sperticano per negare anche le evidenze per dimostrare che tutto rientra in una logica di casualità,
qui hanno gioco facile ... apparentemente.
Ovvero in qualsiasi volo c'è sempre un certo numero di persone che per contrattempi o ritardi, oppure anche per semplice cambio di idea,
non prendono l'aereo. Su questa percentuale si basa il (per me antipatico) meccanismo di
Overbooking.
Se a questo aggiungiamo che anche le celebrità (attori, sportivi e quant'altro) prendono spesso gli aerei, il gioco è fatto.
A buon senso mio la correlazione non è così automatica, per cui mi aspetterei da un'obiezione scientifica dei numeri:
quante sono queste celebrità che si imbarcano, e rispetto a quanti voli e a quanti passeggeri,
quante sono le rinunce di questi soggetti rispetto ai numeri precedenti, eccetera.
Senza questi numeri è un buon senso che discute contro un buon senso opposto. Insomma, diventa una questione di opinioni.
Ma adesso per gioco (sempre per gioco: in questo sito scrivo per divertirmi, anche quando faccio qualche piccolissima polemica preventiva)
passiamo al caso opposto.
Enfatizzando le casistiche di cui sopra Hollywood c'ha fatto un famoso film,
"Final Destination",
ispirato proprio dal Volo TWA 800 di Panucci.
In questo film, in base ad una premonizione dell'ultimo minuto, un ragazzino perde e fa perdere ad altri amici un aereo che esplode poco dopo il decollo.
Sempre nell'ambito delle coincidenze significative, esiste anche una casistica opposta,
e per introdurre questa invece che ad un film mi rifarei ad una celeberrima canzone di Roberto Vecchioni.
Samarcanda
Il testo, bello e filosofico, di questa canzone dovrebbe essere noto a tutti in Italia, ma visto che queste pagine sono lette anche dall'estero
(ma saranno persone fisiche o IA?), lo riassumo brevemente.
In una non precisata capitale si sta festeggiando una vittoria quando un soldato vede tra la folla una "nera signora", chiaramente la morte,
che lo sta guardando con "malignità".
Questi implora allora il sovrano di dargli un cavallo, "il più veloce che c'è" e scappa lontano, percorrendo una distanza incredibile,
e infine giunge a Samarcanda.
Qui ritrova nuovamente la nera signora e rassegnato la interroga:
Stanco di fuggire la sua testa chinò:
"Eri fra la gente nella capitale,
so che mi guardavi con malignità,
son scappato in mezzo ai grilli e alle cicale,
son scappato via ma ti ritrovo qua!"
"Sbagli, t'inganni, ti sbagli soldato
io non ti guardavo con malignità,
era solamente uno sguardo stupito,
cosa ci facevi l'altro ieri là?
T'aspettavo qui per oggi a Samarcanda
eri lontanissimo due giorni fa,
ho temuto che per ascoltar la banda
non facessi in tempo ad arrivare qua"
Definirei l'effetto Samarcanda quello per cui qualcuno non avrebbe dovuto trovarsi, per logica o per normale evoluzione degli eventi,
in un dato posto, in un dato momento, ovvero non avrebbe dovuto trovarsi nel luogo e nell'istante dove alla fine ha trovato la morte.
E questo è proprio il caso di un giornalista americano che andremo a vedere.
Probabilmente ci sono tanti altri esempi, ma in questo come vedremo c'è un "doppio miracolo" (ecco di nuovo "Silvano il mago di Milano", per dire il mio livello culturale).
Stavolta non parliamo di aerei, ma di navi; il concetto però resta inalterato.
Elbert Hubbard
Non faccio riferimento alla
pagina italiana di Wikipedia,
che è un po' povera di notizie (anche se riporta una simpaticissima citazione:
"Un amico è uno che sa tutto di te e nonostante questo gli piaci"), ma prendo dalla
sua omologa in inglese.
"Elbert Green Hubbard (19 giugno 1856 – 7 maggio 1915) è stato uno scrittore, editore, artista e filosofo statunitense.
Cresciuto a Hudson, Illinois, ebbe presto successo come commesso viaggiatore per la Larkin Soap Company.
Hubbard è noto soprattutto per essere il fondatore della comunità artigianale di Roycroft a East Aurora, New York, e un influente esponente del movimento Arts and Crafts".
A noi interessa soprattutto l'attività di scrittore: nel 1912 aveva scritto del disastro del
Titanic
evidenziando la storia di
Ida Straus
che, pur avendo la possibilità di salvarsi secondo il famoso principio "prima le donne e i bambini", aveva scelto deliberatamente di morire insieme a suo marito Isidor per non separarsi da lui.
Il commento di Hubbard è particolarmente epico e toccante:
Signor e signora Straus, vi invidio quell'eredità di amore e lealtà lasciata ai vostri figli e nipoti. Il coraggio calmo che è stato tuo per tutta la tua lunga e utile carriera è stato la tua padronanza nella morte. Sapevi come fare tre grandi cose—sapevi come vivere, come amare e come morire. Una cosa è certa, ci sono solo due modi rispettabili di morire. Uno è di vecchiaia, l'altro è per incidente. Tutte le malattie sono incidenti. Il suicidio è atroce. Ma addormentarsi come hanno fatto il signor e la signora Isidor Straus è glorioso. Pochi hanno un privilegio simile. Felici amanti, entrambi. In vita non sono mai stati separati e nella morte non sono stati divisi.
Non sto citando a caso questo pezzo: a posteriori sembra una profezia.
Tutto va come deve andare
Per restare nell'ambito della musica italiana per questo paragrafo ho riportato anche il titolo della famosa canzone di Max Pezzali.
L'anno successivo Hubbard si dichiarò colpevole e fu
"condannato per un capo d'accusa per aver diffuso questioni "discutibili" (o "oscene") in violazione delle leggi postali".
Non ho approfondito la cosa, ma l'effetto fu che con quella condanna non poteva assolutamente accedere al passaporto per poter recarsi all'estero.
All'inizio della Prima Guerra Mondiale però lui però smaniava di recarsi in Europa per fare articoli sulla guerra e magari intervistare il Kaiser.
Fece quindi l'unica cosa che poteva fare: domandò la grazia al presidente Woodrow Wilson.
Nonostante il presidente William Howard Taft gli avesse già negato la grazia nel 1913,
nel 1915 riuscì ad insistere così tanto da ottenerla.
E fu così che riuscì ad imbarcarsi con sua moglie sul
RMS Lusitania,
la seconda nave più sfortunata dopo il Titanic!
Ho messo il link, ma la storia è nota:
Il 7 maggio [1915] il Lusitania, dopo aver forzato il blocco imposto dai tedeschi, si trovava approssimativamente a 30 miglia da Cape Clear, in Irlanda. Il comandante Turner, dirigendosi verso il porto di Queenstown sempre convinto di essere scortato dalla squadra incrociatori "E", decise di ridurre la velocità a 18 nodi in quanto nella zona aleggiava una fitta nebbia. Alle ore 14:10, quando si trovava a 10 miglia a sud dell'Old Head of Kinsale, incrociò il sommergibile U-20, che gli sparò contro un siluro.
Galeotta fu la grazia!
Hubbard e sua moglie non avrebbero dovuto essere lì, e invece ...
La fine viene descritta dal signor Ernest C. Cowper che il 12 marzo 1916 scrisse al figlio della coppia:
Non posso dire esattamente dove fossero tuo padre e la signora Hubbard quando i siluri colpirono, ma posso dirti cosa è successo dopo.
Uscirono dalla loro stanza, che si trovava sul lato sinistro della nave, e salirono sul ponte delle barche.
Nessuno dei due sembrava minimamente turbato.
Tuo padre e la signora Hubbard si presero per braccio—il modo in cui camminavano sempre sul ponte—e rimasero apparentemente a chiedersi cosa fare.
L'ho superato con un bambino che stavo portando su una scialuppa di salvataggio quando ha detto: "Beh, Jack, ci hanno preso.
Sono molto peggiori di quanto avessi mai pensato."
Non si allontanarono molto dal punto in cui si trovavano originariamente.
Mentre mi spostavo dall'altra parte della nave, in preparazione a un salto quando sarebbe arrivato il momento giusto, l'ho chiamato:
"Cosa farai?" e lui ha solo scosso la testa, mentre la signora Hubbard sorrideva e diceva: "Non sembra esserci nulla da fare."
L'espressione sembrò provocare una reazione da parte di tuo padre, perché poi fece una delle cose più drammatiche che abbia mai visto.
Si voltò semplicemente con la signora Hubbard ed entrò in una stanza sul ponte superiore, la cui porta era aperta, e la chiuse dietro di sé.
Era evidente che la sua idea era che dovessero morire insieme, senza rischiare di separarsi entrando in acqua.
Oltre che la singolare coincidenza di trovare la morte su di una nave dove non avrebbe dovuto essere e dove sicuramente non si aspettava di trovare la morte,
c'è l'ancor più singolare coincidenza di aver quasi presagito la propria fine descrivendo l'epicità della morte dei coniugi Straus.
Anche qui l'obiezione scontata potrebbe essere che la loro fine in parte se la sono scelta, forse ricordando quello che lui stesso aveva scritto.
Coerentemente nel 1911 aveva scritto anche un epigramma molto bello che spiega tutto questo:
"La vita è un compromesso tra destino e libero arbitrio" ("Life is a compromise between fate and free will").
Rino Gaetano
Continuando con i riferimenti alla musica italiana, prendo un altro esempio di qualcuno che ha descritto la propria morte (in questo caso) in una canzone: Rino Gaetano. "La ballata di Renzo" descrive i soccorsi seguiti ad un incidente stradale per provare a salvare Renzo per l'appunto:
Quando Renzo morì, io ero al bar,
al bar con gli amici
Quando Renzo morì, io ero al bar
La strada molto lunga
s'andò al san Camillo
e lì non lo vollero per l'orario.
La strada tutta scura
s'andò al san Giovanni
e lì non lo accettarono per lo sciopero.
La morte di Rino andò in modo paurosamente simile, anche se la solita Wikipedia ci tiene a precisare che:
"In realtà, a differenza della canzone, il cantautore fu rifiutato dagli ospedali perché essi non disponevano, all'epoca,
di strutture adeguate per eseguire l'operazione chirurgica di cui egli necessitava".
A me sembra che l'inquietante somiglianza sia più sorprendente della piccola differenza, ma naturalmente si possono avere diverse impressioni.
Chiudo il discorso ritornando su di un altro cantante, Marco Masini, e su di un'altra canzone dalla quale ho prese la citazione iniziale:
"Spostato di un secondo".
Il testo è estremamente attinente con l'argomento, ma è pur sempre un testo d'amore (che finisce male ovviamente).
Il video diretto da Mauro Russo invece è azzeccatissimo!
Da veronese che parteggia spudoratamente per Gaetano Morbioli (vedi
qui e
qui),
devo ammettere che ci sono anche altri bravi artisti nei videoclip.
Sto scherzando, ovviamente ci sono molto bravi videomaker, registi e interpreti: non prendetemi troppo sul serio.
Anzi direi che conviene seguire il consiglio del buon Elbert Hubbard:
Non prendere la vita troppo sul serio – non ne uscirai mai vivo.
Do not take life too seriously – you will never get out of it alive.
("A Thousand & One Epigrams: Selected from the Writings of Elbert Hubbard")
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