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(Nek, "Fatti avanti amore")
Proseguendo - Gianna Nannini - "Ti voglio tanto bene" - Sonohra - "Seguimi O Uccidimi" - Annalisa - "Sento solo il presente" - Nek - "Fatti avanti amore" - Temo che ci sarà un seguito
Proseguendo
Non pensavo fossero così tanti!
Quando ho scritto questa prima pagina
sui videoclip di Gaetano Morbioli ambientati a Verona, ne conoscevo cinque o sei, poi seguendo i suggerimenti di Wikipedia di quelli ambientati a Verona ne ho trovati altri,
ma frugando sull'elenco completo (sempre su Wikipedia) dei videoclip fatti da Morbioli ne sto trovando molti di più.
A questo punto ho l'impressione che, se riuscissi ad andarci a fondo, farei un lavoro inedito per la rete, perché sia su Wikipedia che sul sito della
Run Production quest'elenco non c'è, o perlomeno io non l'ho trovato.
Gianna Nannini - "Ti voglio tanto bene"
Anche questa seconda pagina la cominciamo col botto: non metto neanche il link su Wikipedia,
perché Gianna Nannini è conosciuta ed apprezzata da tutti a livello internazionale.
Gli unici che possono non apprezzarla, sono quelli della contrada del Leocorno, visto che lei è stata "a più riprese Priore della Contrada della Civetta",
e all'interno del Palio di Siena non si scherza, soprattutto sulle rivalità.
In questo caso però anche il video è veramente un capolavoro: Morbioli ha trasportato Verona in pieno '800.
Se per le immagini iniziali col panorama della città stile steampunk probabilmente è ricorso al CGI,
per tutte le altre scene ha letteralmente truccato (addobbato?) vie e piazze con un'incredibile precisione.
L'unico anacronismo che mi sembra aver beccato è quello dei lampioni sul lungadige Donatelli,
e non ne sono neanche tanto sicuro perché magari possono essere considerati compatibili con l'epoca.
Magari qualche storico puntiglioso o qualche appassionato della Settimana Enigmistica troverebbe altre incompatibilità,
ma nella visione normale è perfetto.
L'altro aspetto eccezionale del video è stato il calare la canzone d'amore nella storia di due bimbi: forse non sarà il primo caso in assoluto,
ma è da considerare decisamente un'eccezione rispetto alla normalità (lo troveremo anche in un altro video di Annalisa sempre fatto da Morbioli).
Non contento di questo Morbioli (o comunque lo sceneggiatore se diverso dal regista) è andato oltre:
se Verona è famosa per la travagliata storia di Romeo e Giulietta osteggiati sì dalle rispettive famiglie, ma che appartenevano entrambi allo stesso ceto sociale,
qui la distanza siderale che divide i due innamorati è data dal censo.
Lui è bambino povero e lavoratore, coerente sintesi di una triste realtà storica che non vorremmo più rivedere, mentre lei è la pargola di una famiglia benestante,
per non dire ricca.
Qualche maligno potrebbe pensare ad un abuso di stereotipi, e invece no: è una storia d'amore che personalmente non sentivo dal tempo di
"Paul et Virginie".
E' un storia anacronistica in una Verona del XXI secolo dove le ragazze hanno perso la speranza di trovare il principe azzurro e si accontentano di qualcuno che non le ammazzi,
ma la storia è ambientata coerentemente in un ideale 1867.
Possiamo supporre che l'anno non sia stato scelto a caso: è stato il
primo anno di Verona
nel neonato Regno d'Italia (con tanto di visita alla città di Giuseppe Garibaldi).
Il contesto dell'epoca era in realtà purtroppo ancora più duro, e ne ho parlato diffusamente a proposito del libro "I misteri di Verona"
in questa pagina,
però la Verona del video ambientata più di un secolo fa, pur con una certa coerente crudezza, è idealizzata, è come i reami delle favole che raccontiamo ai bambini.
La narratrice in questo caso è proprio lei, Gianna Nannini, osservatrice cantastorie nel video, che quando canta
"Ti voglio tanto bene / E ti raggiungerò / Con tutta la mia voce" non è più la voce dell'innamorato o innamorata che si rivolge all'oggetto del suo amore,
ma la voce della cantastorie che si rivolge al bambino povero, il quale può solo mandare occhiate struggenti (per fortuna ricambiate) alla bambina ricca.
Insomma il video è ambientato nel passato non perché fosse rose e fiori, in effetti era un mondo duro, ma era un mondo dove la speranza non era ancora morta:
"Io vedo un mondo migliore / Si girano le nuvole / Abbi cura di splendere".
Non so se si può dire ancora lo stesso.
Sonohra - "Seguimi O Uccidimi"
Troppo facile: qui si gioca in casa.
I Sonohra sono veronesi come Gaetano Morbioli e l'Arena,
e quindi dove altro si poteva ambientare il video?
Purtroppo temo che i Sonohra siano sottovalutati, ma è colpa (leggi "merito") loro: hanno scelto di fare del buon rock invece che della banale musica melodica.
Certo nonostante questo hanno vinto un Sanremo giovani, però quando nel 2009 il comune è stato indeciso se affidare a loro o ai Ricchi e Poveri
il palco in Brà per l'ultimo dell'anno, hanno scelto questi ultimi nonostante fossero più costosi.
Intendiamoci: mi piacciono i Ricchi e Poveri, ogni tanto mi ritrovo a canticchiare le loro canzoni, sono un orgoglio nazionale nel mondo e in particolare nell'est Europa,
però credo che bisognerebbe dare spazio anche ai giovani.
E infatti, per fortuna, i Sonohra si sono rifatti poi per il capodanno successivo, il 2010 che è anche quello di questo video, e poi anche nel 2012.
Il video è assolutamente perfetto per la canzone. Come direbbe Crozza-Bersani (e Morbioli): siam mica qui a pettinare le bambole!
E la canzone a sua volta è perfettamente ambigua: potrebbe parlare di un amore, o meglio ancora dell'amore in sé che rischia di diventare tossico,
oppure potrebbe parlare di ... vampiri, che è un tema che mi sembra molto originale nell'ambito della musica italiana in genere
(escluso forse l'heavy metal che ammicca sempre volentieri a letteratura e cinematografia "di genere").
La spiegazione ufficiale del duo veronese è infatti proprio quest'ambivalenza, però hanno anche sottolineato nelle interviste che non avevano assolutamente letto la
Saga di Twilight che all'epoca (2010)
stava imperversando grazie ai film. Semplicemente i vampiri erano nell'aria come il telefono ai tempi di Meucci e Bell.
Gli orologi, prima della torre dei Lamberti e poi di Castelvecchio, ci precisano che siamo di notte, anzi partiamo a mezzanotte in punto,
quando il nostro vampiro si manifesta sul ponte di Castelvecchio in fianco ad una bella ragazza che romanticona guarda l'Adige.
I due insieme poi compiono una passeggiata notturna passando dalle location più affascinanti:
arco dei Gavi, porta Borsari, piazza Indipendenza, e via via finché, tra un bacio e un'acrobazia arrivano al luogo conclusivo: l'Arena.
In parallelo alla loro amorosa passeggiata noi abbiamo visto nel frattempo i Sonohra montare gli strumenti al centro dell'anfiteatro e cominciare a suonare
mentre la platea si riempiva di fortunati fan che si sono visti la canzone dal vivo in anteprima.
La musica evidentemente è esorcistica: arrivati negli arcovoli, il nostro bel tenebroso guata dubbioso la parte migliore di lei, no,
non quella, l'altra, il collo, ma poi (follemente innamorato?) desiste.
Lei raggiungerà poi i Sonohra e perplessa lo vedrà andarsene, senza sapere quanto è stata fortunata in realtà.
Il perché lui se ne sia andato ci diventa immediatamente chiaro: una splendida alba vista dall'alto dell'Arena ci chiarisce che non è più tempo di romantici vampiri.
Ormai il sole, loro acerrimo nemico, illumina e fa splendere Verona.
Annalisa - "Annalisa - Sento solo il presente"
"Trasformami in bolla / Per farmi toccare una stella / Soffia piano e regalami un giro di luna": è un testo così dolce, ma così dolce,
che non si può più considerare stucchevole, mieloso o nauseante, bisogna per forza considerarlo geniale!
"Ma sento che non può succedermi niente / Se mi stringi più forte / Non c'è amaro più dolce / Del sapore di un bacio bagnato e sfuggente".
Per un testo così c'era bisogno di Super Morbioli che assecondando il paroliere parte da corso Cavour, davanti all'arco dei Gavi,
ovvero praticamente davanti al famoso vicolo Miracoli
che ha ispirato gli omonimi "Gatti", e qui comincia a mostrarci delle immagini dal cellulare che hanno anticipato di anni la canzone "Cuoricini" dei Coma Cose.
Da adesso in poi sappiamo cosa aspettarci!
E infatti arriviamo al Parco giardino Sigurtà
in piena esplosione primaverile.
Tra tappeti di petali rossi e innamorati seduti sul prato, spicca un'altalena con le corde avvolte nell'edera.
L'altalena è normalmente un simbolo di leggerezza, di felicità, di romanticismo, anche se devo ammettere che invece nella mia mente malata un'altalena così, immersa nel verde, richiama
quella di Fragonard.
Mi rendo conto che dal romanticismo al rococò il passo non è breve, ma la
felice visione, seppur non vista direttamente, è impressa nella mia mente.
Ma il capolavoro nel video è la scena, che non esito a definire surrealista, fatta col montaggio (sovrimpressione? sovrapposizione?)
dell'altalena letteralmente posta sopra il lago di Garda, appesa nel nulla, o meglio appesa alle nuvole ovviamente arrossate dal tramonto.
(So già che qualche diversamente romantico starà pensando a questo, ma pazienza).
Il kitsch o si evita o si esagera per cui, caro Gaetano, possiamo dire che hai fatto un altro capolavoro!
Nek - "Fatti avanti amore"
Non voglio ritornare sulle emozioni che provo quando sento il timbro della voce di Nek, dirò solo che sono andato ad un suo concerto, il che è un evento eccezionale per la mia pigrizia:
sono pochi gli artisti per cui mi sono scomodato negli anni.
Però se posso aggiungere una lode in più a Filippo Neviani rispetto quelle che esprimono già i suoi fan (ma ancora più le sue fan), è questa:
si è intelligentemente affidato più volte a Gaetano Morbioli per i suoi video e naturalmente c'ha azzeccato in pieno!
Nello stesso anno, il 1983, sono curiosamente usciti due brani con lo stesso argomento e lo stesso spirito. Uno era il
"Il mare d'inverno"
di Enrico Ruggeri, interpretato da Loredana Berté e l'altro era
"Inutile"
di Francesco Guccini. Ruggeri ci racconta che "Il mare d'inverno è come un film in bianco e nero visto alla TV",
mentre in modo più specifico Guccini ci descrive "A Rimini la spiaggia com'è vuota, quasi inutile di marzo".
Non si sono copiati, come per i vampiri dei Sonohra di cui sopra, il mare d'inverno o di tarda primavera era nell'aria,
così ha ispirato ed è stato splendidamente cantato da due grandi poeti in musica.
Quindi cosa fare per trovare un'ambientazione analoga ma senza doversi confrontare con due mostri di quel calibro,
ma soprattutto per non cadere in un contesto ormai con gli anni sempre più abusato?
Ed ecco che Morbioli ha avuto l'idea geniale: la piscina d'inverno!
Un po' ci scherzo sopra, ma in realtà ho trovato una grande poesia nel vedere la piscina Montebianco, a due passi da casa,
"vuota e quasi inutile d'inverno come un video in bianco e nero visto su Youtube" (chiedo umilmente perdono per il mix a Francesco ed Enrico).
Diciamoci la verità: Morbioli quando vede una vasca vuota, che sia
all'Arsenale
o alla piscina Montebianco, la prima cosa che pensa è: "qui ci piazzo un cantante".
Come succede molto spesso in questi casi, a fronte di una canzone d'amore che si adatta a molte storie il regista ne sceglie una,
e pure senza dialoghi anche solo con le immagini riesce a narrarla perfettamente.
Personalmente ci ho trovato un omaggio al celebre film, casualmente sempre del 1983 anno di cui sopra:
"Flashdance".
Laddove Alexandra "Alex" Owens era un'operaia metalmeccanica che inseguiva il sogno di diventare ballerina professionista,
qui la nostra protagonista è impiegata in un'industria di confezioni ma insegue la sua passione che è il nuoto;
se per Alex l'amore si concretizza con il suo capo in fabbrica, per la nostra nuotatrice l'amore è rappresentato dal suo allenatore.
Se per Alex nella scena madre il successo è rappresentato dall'ammissione al conservatorio,
per la nostra anonima protagonista la scena madre è la vittoria nella gara.
Nek, come Gianna Nannini nel primo video, è un po' il cantastorie motivazionale per la protagonista che si alterna alla narrazione della storia.
L'alternanza bianco e nero e colori ci comunica l'ansia, la tensione verso l'obiettivo da una parte,
verso la serenità di Nek prima e dei protagonisti dopo il raggiungimento del successo.
Insomma è un video magistrale, completo. Ogni tanto mi chiedo come se la caverebbe Morbioli col cinema propriamente detto, con un film, un lungometraggio.
Secondo me se la caverebbe benissimo, sicuramente molto meglio di parecchi registi italiani che sopravvivono solo grazie alle sovvenzioni dello stato.
Temo che ci sarà un seguito
Non solo sono tanti, come dicevo all'inizio sono molti di più di quello che pensavo,
ma quasi tutti questi videoclip ambientati a Verona sono belli e interessanti, e soprattutto offrono molti spunti di riflessione.
Quindi a costo di risultare noioso tornerò su degli altri video, anche perché ne sto lasciando indietro di importanti.
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