| * HOME * | * LIBRI * | * A TUTTA PAGINA * |
Il doppio errore simmetrico consiste nel credere
che al di là di quello che possiamo sapere non c'è nulla,
o che sappiamo che cosa c'è.
Positivismo e mitologia sono fratelli.
(Nicolás Gómez Dávila, "Tra poche parole")
Civiltà è tutto quello che l'università non può insegnare.
(Nicolás Gómez Dávila, "Escolios a un texto implicito")
Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2026 (Messidor - Absynthe)
Libri "Al di là del muro"
C'era una volta il "muro": di là i cattivi, il Blocco Sovietico, di qua i buoni.
Di là mangiavano i bambini e la popolazione era segregata, povera e disperata, di qua eravamo liberi, ricchi e fortunati.
O almeno così ci dicevano.
La realtà ovviamente sta sempre nel mezzo: se di là c'era una certa propaganda, di qua non eravamo da meno e da questo derivavano le provocazioni di cui sopra.
Però indiscutibilmente il regime sovietico non era un campione di libertà e la produzione editoriale ne risentiva parecchio.
Da qui l'idea di questa piccola, modesta collezione di libri, senza nessun intento politico, ma solo estetico e culturale.
Comprare libri dà dipendenza, e se sei in un paese dove non conosci una parola della lingua o, peggio, non distingui una lettera dell'alfabeto, gli unici libri che puoi comprare sono libri fotografici.
I libri fotografici sulla natura e sui monumenti sono sempre quelli, tanto vale comprarli in italiano o in inglese.
Invece quelli che ho acquistato nei vari paesi dell’ex Blocco Sovietico sono diversi, sono gli altri libri.
Ecco: questa è una piccola, modesta collezione di libri "altri" ...
Un'altra piccolissima eccezione - Guardare al futuro - Scienza e fantascienza - La parte più interessante
Un'altra piccolissima eccezione
La piccolissima eccezione per questo libro inserito nella piccola (quasi) collezione di libri "Al di là del muro"
consiste nel fatto che questo volume è stato stampato in Belgio e scritto da un giornalista belga,
Jean Marabini:
in realtà poteva essere stato stampato benissimo a Mosca da un giornalista russo che parlasse il francese e sarebbe venuto uguale.
Praticamente si tratta di un libro di doppia propaganda, sia verso l'U.R.S.S., sia verso le meraviglie della tecnica,
di una scienza proiettata in un futuro che non conosce limiti.
Avevo già fatto un'eccezione per
questo libro sulle Trabant,
che seppur moderno era perfetto, così come per
questo libro di Robotti,
un libro italiano in teoria, ma in pratica un vero FAQ, Frequently Asked Questions, sull'Unione Sovietica in perfetta propaganda del sol dell'avvenire.
Questo "URSS - La civilsation des teknik" appartiene comunque dell'epoca d'oro per queste pubblicazioni, il 1968, esattamente come la guida di Praga della quale ho parlato
in questa pagina.
Si tratta di un cartonato fotografico seppur di formato non molto grande, e come dice il titolo è incentrato sulla scienza e sulla tecnica,
anche se come libro di propaganda ogni tanto indugia volentieri sulla meravigliosa organizzazione della società sovietica.
Un'ultima nota tecnica: le edizioni Casterman
sembrerebbero oggi
concentrate esclusivamente su bande dessinée (fumetti) e pubblicazioni per ragazzi, e non ho trovato molte tracce della collana
"Horizon 2000" di cui fa parte questo libro.
Questa casa editrice oltre ad avere una storia antica (è stata fondata nel 1777 a Tournai in Belgio), ha nomi di tutto rispetto:
già nel 1934 ha cominciato a pubblicare Tintin con "I sigari del faraone", personaggio che oggi non ha bisogno di presentazioni
ma che fino a quel momento era uscito solo come autopubblicazione;
poi se consideriamo anche il poetico Jiro Taniguchi ed il maestro indiscusso Hugo Pratt col suo Corto Maltese in versione francese,
abbiamo un'idea del livello delle pubblicazioni.
Guardare al futuro
Il focus del libro è il futuro, rappresentato precisamente da due grandi promesse: i giovani e la scienza. Questo accadeva in quel '68 rappresentato in occidente dalle grandi rivolte giovanili, pensiamo al Maggio francese, con il suo ossimorico "Il est interdit d'interdire" (vietato vietare) di quei giovani occidentali che reclamavano maggiori libertà, invidiati forse dai loro coetanei orientali. Chissà, forse un altro slogan, "La vie est ailleurs" (La vita è altrove), alludeva a quel mondo di sogno proposto in questo libro. Leggiamo nell'introduzione:
Se in campo economico l'URSS è ancora molto indietro rispetto agli Stati Uniti, da Mosca a Vladivostok ci sono cinque volte più ingegneri che negli Stati Uniti; oltre 4 milioni di adolescenti si iscrivono all'istruzione superiore: 4.000 università e scuole specializzate preparano, con oltre 10 milioni di studenti, una generazione di 100 milioni di persone sotto i trent'anni che intende imporre quella che in questo libro chiamiamo "la civiltà della tecnologia".
Tutto questo si ripercuoteva sugli entusiasmi giovanili che in Unione Sovietica erano, secondo quest'analisi, ben diversi da quelli occidentali:
La passione che i giovani inglesi dedicano ai Beatles e i giovani francesi a José Ferrer e Jacques Dutronc, cento milioni di giovani russi la riversano esclusivamente in questi club Cosmos, dove le sedie vengono distrutte non nella frenesia della musica yé-yé, ma nella furia delle discussioni – a volte molto serie, a volte deliranti – organizzate da oltre 200 membri dell'Accademia delle Scienze. Riuscite a immaginare, a New York, Bonn, Parigi o Bruxelles, un anfiteatro in subbuglio dove si acclamano i nomi di von Braun, Joliot-Curie o Oppenheimer come si fa per Adamo o Sylvie Vartan? Questa ipotesi è talmente assurda che Louis de Broglie e lo zoologo Euwelmans, disperati per l'indifferenza delle giovani generazioni nei loro paesi d'origine, non esitarono a esibirsi davanti a un pubblico di giovani Archimede russi, la cui età media era compresa tra i 15 e i 17 anni, che conoscevano e recitavano a memoria le loro opere! Che si trattasse della morte di White o di Komarov, di voli cosmonauti pianificati per Marte o Venere, della sintesi di un nuovo elemento chimico o della creazione a Odessa del primo medico robot [...]
Cosa poteva andar male?
Statisticamente non tutta la popolazione può eccellere e il decadente settore dell'intrattenimento moderno occidentale (oggi non solo occidentale),
si può considerare una prosecuzione della politica demagogica del
"panem et circenses"
del'antica Roma, dalla Repubblica all'Impero.
Viceversa la politica di voler forgiare eccellenze giovanili secondo criteri utilitaristici per la Patria sembra aver sempre dominato molti governi autoritari.
Ma stiamo parlando di tendenze, nella realtà dell'essere umano ci sono vocazioni, caratteri, personalità differenti e assolutamente individuali.
Scienza e fantascienza
Non vorrei fare del massimalismo a buon mercato, ma mi sembra che a livello di comunicazione quando l'abbinata scienza-tecnologia deve giustificare
spese enormi che intuitivamente non vengono percepite come utili dall'uomo della strada, tira in ballo la medicina:
dal CERN alla Stazione spaziale internazionale ci spiegano pazientemente che quelli che sembrano vezzi da scienziati teorici,
si trasformeranno un domani in nuove cure per le malattie che affliggono il genere umano.
Volendo aprire una piccola parentesi polemica, in piena crisi (apparentemente inarrestabile) del Sistema Sanitario Nazionale,
si dimenticano di dirci cosa ci serviranno queste nuove cure se non avremmo modo di accedervi.
Nei sistemi autoritari, come poteva essere quello dell'Unione Sovietica, si è sempre puntato più in alto, molto più in alto: alle stelle, allo spazio, al cosmo.
Siamo nel 1968 e l'U.R.S.S. aveva appena conquistato il record per il primo uomo nello spazio:
Jurij Gagarin.
Lo stesso anno, il 27 marzo, a 34 anni, per la precisione 7 anni dopo la sua impresa, "Gagarin figlio dell'umanità" come lo definirono Baglioni ed Evtušenko,
moriva in un incidente aereo.
Nel libro c'è anche
un suo intervento,
probabilmente di poco precedente.
Risale all'epoca l'uso di una parola ormai sparita dal linguaggio comune: cosmonauta.
Cosmonauta e cosmonautica, dovrebbero essere rispettivamente sinonimi di astronauta e atronautica, in realtà all'epoca la differenza era sostanzialmente politica.
Gli astronauti erano occidentali, mentre i cosmonauti erano russi. Armstrong è stato un astronauta, mentre Gagarin è stato un cosmonauta.
Il prevalere degli Stati Uniti su di un impero sovietico decaduto, o meglio trasformato nella Russia odierna,
ha fatto sì che anche la definizione sovietica sparisse.
Ma in questo libro invece la parola cosmonauta regna sovrana!
E così abbiamo un intero capitolo che si intitola "Al club dei cosmonauti" (Au club du comsmonautes) da cui ho estratto il brano di cui sopra.
La parola "club" non è una metafora:
Al Club moscovita delle menti curiose e dei cosmonauti, un'iscrizione in lettere bianche su sfondo rosso ricopre l'intera parete di fondo:
"L'umanità non rimarrà per sempre sulla Terra; nella sua ricerca di luce e spazio, intraprenderà dapprima una timida incursione oltre l'atmosfera,
per poi conquistare tutto lo spazio circumsolare".
Se chiedete ad alcuni dei milioni di giovani membri del club, le cui innumerevoli filiali si estendono da Riga a Vladivostok, chi sia, oltre a Lenin,
il più grande profeta del futuro della Russia, vi citeranno immediatamente l'autore di questa profezia,
Konstantin Tsiolkovsky,
ormai quasi più famoso tra i cittadini sovietici dello stesso Karl Marx! Il quotidiano Komsomolskaya Pravda,
che fondò il club nel 1962 e da allora pubblica ogni sabato un supplemento scientifico in continua espansione, letto da milioni di adolescenti fanatici,
contò ben 250.000 lettere di "appassionati di cosmologia" solo nel 1967!
Ritengo piuttosto probabile che Elon Musk scriva ancora le letterine a lui invece che a Babbo Natale: "Caro Konstantin, per questo Natale vorrei andare su Marte".
E' evidente a questo punto che questa passione (sogno? utopia? delirio?) non si è ancora spenta.
Il lato positivo di questa passione è che dà dei frutti estetici notevoli.
Nel testo scienza e fantascienza poi si fondono dando origine a pregevoli illustrazioni come "I cosmonauti dell'anima sovietica" qui accanto.
Però se dovessi scegliere un'immagine simbolo per rappresentare il contenuto del libro, non avrei dubbi che dovrebbe essere quella del
Monumento ai pionieri del cosmo, altresì detto
Il monumento ai conquistatori dello spazio.
Comunque sia chiaro che non si parla solo di cosmonautica.
Anche a livello di immagini abbiamo una pregevole foto della scienza col "cuore in mano",
e ... no, non si tratta di una metafora!
Abbiamo poi una stanza dei bottoni di una centrale nucleare,
dove al posto del solito Homer Simpson possiamo trovare una bella ragazza, che speriamo sia un po' più professionale del buon Homer.
La mente corre subito a
Cernobyl,
che pur essendo in Ucraina all'epoca era piuttosto in simbiosi con l'U.R.R.S., ma non bisogna fare di tutta l'erba un fascio.
La foto 03 è del reattore di Tachkent
(Tashkent) in Uzbekistan.
Poi, proseguendo con gli esempi, abbiamo anche un microscopio elettronico ad alta tensione
e un laboratorio dove si studiano i virus.
Insomma non manca niente: siamo nel futuro (del passato).
La parte più interessante
Già fin dall'inizio del primo capitolo si sente una campanellina squillare per annunciare interessanti sviluppi successivi:
Fin dall'inizio, ecco il regno dello strano, il viaggio attraverso gli specchi, l'incontro con personaggi bizzarri che parlano gravemente in una lingua sconosciuta,
come nel racconto di Lewis Carroll, Alice nel Paese delle Meraviglie: "Zaftra mi poiedim na sontza?" (Perché non andiamo al sole domani?).
Questa ragazzina, che mi confida queste parole, non è un coniglio gigante ma Larissa, una graziosa collega di Younost (la rivista Jeune-nesse), con i capelli color grano.
- Il sole, è concepibile?
- La soglia dell'impossibile viene rapidamente superata.
- Esempio?
- L'ipnosi a distanza, che già pratichiamo.
- E ancora?
- Contatto con esseri provenienti dallo spazio.
- Preferisco la telepatia con te?
- Lei alza le spalle, si scuote i capelli da una parte all'altra: "Sei scettico. Con noi, vedrai, è diventato impossibile fare affidamento solo sui normali fattori di credibilità!"
Ipnosi a distanza? Telepatia? Contatto con esseri provenienti dallo spazio?
Subito ho pensato ad un semplice scambio di battute per rimorchiare la giovane Larissa, poi però ho capito che si faceva sul serio già nel secondo capitolo:
"Leggere direttamente nel cervello" (Lire directement dans le cerveau).
Qui viene riportato uno scritto del professor I. Kogan, presidente della "facoltà di parapsicologia" (sic) che inizia così:
INFORMAZIONI SULLA LETTURA DIRETTA NEL CERVELLO
Intuì che il suo vecchio amico sarebbe venuto a trovarlo e, in effetti, il giorno dopo l'uomo bussò alla sua porta...
Vorresti dire qualcosa alla persona che ti cammina accanto e, nello stesso istante, lei esprime il tuo pensiero...
Negli eventi appena descritti, qual è il ruolo della realtà e qual è quello dell'invenzione? Si tratta di fatti oggettivi,
o semplicemente della tendenza a confondere i desideri con la realtà? O sono forse pure coincidenze che si vorrebbero far passare per fatti reali?
A tutte queste domande bisogna dare una risposta, e non solo per curiosità. Se questi fenomeni "misteriosi" della psiche sono davvero unici per il genere umano,
allora il compito della scienza è dimostrarne la realtà oggettiva e, come culmine della ricerca scientifica,
applicarli nella pratica. Altrimenti, ogni illusione al riguardo deve essere dissipata.
Lo studio dei fenomeni di cui abbiamo parlato all'inizio di questo articolo è oggetto di una scienza che assume diversi nomi, il più diffuso dei quali è "parapsicologia".
[...]
Insomma, quella "parapsicologia" che la scienza ufficiale ha declassato con decisione rabbiosa come pseudoscienza,
qui viene non solo proposta come scienza, ma ha una sua facoltà (suppongo universitaria), e rientra tra i primati scientifici dell'Unione Sovietica.
Che dire? Non male.
Personalmente spero solo che quel "contatto con esseri provenienti dallo spazio" non sia mai avvenuto, perché dopo aver visto la prima stagione de "Il problema dei tre corpi",
trovo quest'ipotesi angosciante.
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Autore: Jean Marabini
Titolo: La civilisation des tekniks
Tipologia: cartonato
Dimensioni: 18,5 X 18,5 cm
Pagine: 208
Editore: Casterman
Anno di pubblicazione: 1968
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
| * HOME * | * LIBRI * |