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Ultimo aggiornamento: 25 Aprile 2026 (Floréal - Ancolie)
Vibra, sem lei ou com lei, (Vibra, senza legge o con legge,)
Como aclamaste outrora em vão (Come un tempo acclamasti invano)
O morto que hoje é vivo — El-Rei (Il morto che ora è vivo - Il-Re)
D. Sebastião! (Don Sebastiano!)
Vibra chamando, e aqui convoca (Vibra, chiamando, e qui convoca)
O inteiro exército fadado (L'intero esercito predestinato)
Cuja extensão os pólos toca (La cui estensione tocca i poli)
Do mundo dado! (Di questo mondo!)
(Fernando Pessoa, "Quinto Império")
Piccola novità per questa sezione "Fotografie": il testo è alternato a serie di immagini.
Come per le precedenti pagine della sezione, per vedere le foto in sequenza cliccare qui.
Come da guida turistica - Un'altra lettura - Il Quinto Impero
Come da guida turistica
Stavolta siamo al centro di Lisbona. Come si può definire un centro? In una capitale come Londra è impossibile (la City? Westminster?),
ma anche per Parigi è dura (l'Arco di Trionfo? Notre Dame? Les Halles?), credo che però per Lisbona si possa dire che è proprio la
Baixa,
quest'area (vedi mappa) che "si estende in direzione sud-nord da Praça do Comércio, adiacente al fiume Tago,
fino a Praça da Figueira e Praça de D. Pedro IV (il Rossio)".
Prima di far venire un coccolone a qualche geografo puntiglioso e pignolo, specifico che Lisbona tecnicamente si affaccia su di un estuario,
ma io userò impunemente il termine "mare": se anche Guccini (Alloisio) poteva cantare "Venezia appoggiata sul mare" invece di usare il temine più corretto di "laguna",
io posso dire (il sito è mio e scrivo quel che voglio io!) che Lisbona si affaccia sul mare.
Che in fondo è solo pochi chilometri più in là, e comunque qua davanti arrivano navi di una stazza importante come si può vedere dalle precedenti puntate
(Lisbona 1 e
Lisbona 2).
Quindi partiamo dalla splendida, enorme, scenografica
Praça do Comércio
che si affaccia sul mare con il
Cais das Colunas,
il Molo delle Colonne.
Non mi soffermo troppo, c'è già Wikipedia, dirò solo che bisogna tener presente che questa piazza, come le altre che vedremo,
è stata rimodellata dopo il grande terremoto di Lisbona del 1755.
Addirittura qui c'era il Palazzo della Ribeira, andato completamente distrutto con questo terremoto.
Non solo poesia però:
Il 1º febbraio 1908 la piazza fu lo scenario dell'assassinio del penultimo re del Portogallo, Carlo I. Di ritorno dal palazzo di Vila Viçosa al Palácio das Necessidades di Lisbona la carrozza con Carlo I e la sua famiglia passò nella piazza: mentre la attraversavano alcuni colpi furono sparati da almeno due uomini confusi tra la folla, Alfredo Costa e Manuel Buiça. Il re morì immediatamente, il principe ereditario Luigi Filippo fu colpito mortalmente mentre il principe Manuele fu ferito a un braccio.
Proseguiamo poi per la direttiva composta dalle strade dritte e perpendicolari organizzate su entrambi i lati di un asse centrale costituito da Rua Augusta,
e arriviamo alla Praça D. Pedro IV,
ovvero Piazza del Rossio, dalla bella fontana.
Passando a sinistra del
Teatro Nacional D. Maria II,
si arriva prima alla splendida e funzionante
stazione di Lisbona Rossio,
e poi alla grande Praça dos Restauradores
col suo obelisco.
Anche qui, per non farci mancare niente ricordiamo che:
"il quarto presidente del Portogallo, fu assassinato nella stazione del Rossio nel dicembre 1918".
Un'altra precisazione molto importante: questa stupenda stazione è stata edificata con
stile neomanuelino.
Per architettura neomanuelina si intende il revival architettonico che si sviluppò in Portogallo tra la metà del XIX secolo e i principi del XX secolo
che riprese i motivi del tardo gotico portoghese del XVI secolo.
[...] Il termine manuelino fu utilizzato nel 1842 dallo storico brasiliano Francisco Adolfo de Varnhagen
per definire l'esuberante stile artistico sviluppatosi durante il regno di Manuele I (1495-1521).
L'architettura manuelina concise con l'età delle scoperte e il periodo di massimo splendore del potere marittimo portoghese.
In seguito al revival architettonico gotico che riecheggiò in tutta l'Europa dalla metà del XVIII secolo lo stile manuelino fu considerato lo stile portoghese più autentico.
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Un'altra lettura
Come già detto, l'intera zona è stata interamente riprogettata e ricostruita dopo il grande terremoto del 1755, e per la precisione è stata fatta in stile pombalino:
uno stile architettonico portoghese del XVIII secolo, che prese il nome da Sebastião José de Carvalho e Melo, primo marchese di Pombal, che fu determinante nella ricostruzione di Lisbona dopo il terremoto del 1755. Pombal supervisionò i progetti elaborati dagli ingegneri militari Manuel da Maia, Eugénio dos Santos e Elias Sebastian Pope (ai quali si aggiunse in seguito Carlos Mardel). Il tessuto urbano medievale di Lisbona, gravemente danneggiato dal terremoto, fu sostituito, in particolare nella parte bassa della città, da una pianta a scacchiera, con ampi viali e ampi marciapiedi, avente quale suo asse principale la Rua Augusta.
Per certo si sa che il buon Sebastião José de Carvalho e Melo primo marchese di Pombal all'epoca era già stato affiliato alla massoneria:
Nel 1738 a Sebastião de Melo fu dato il primo incarico pubblico, come ambasciatore a Londra. Successivamente, nel 1745, fu destinato a Vienna. Iniziato in massoneria, al suo rientro in patria si affiliò alla massoneria portoghese.
A questo punto possiamo ritenerci autorizzati a rileggere l'intera Baixa in un altro modo, senza essere accusati di forzature.
Le due colonne del Cais das Colunas
sono evidentemente Boaz e Yakin
(come traslitterazione mi attengo a Wikipedia, ma ho trovato anche "Joaquin", "Joachim" o altri),
ovvero le "due colonne in rame, erette nel vestibolo del Tempio di Salomone [...]
simbolo ricorrente nella Massoneria e nell'architettura dei templi delle logge massoniche,
secondo una tradizione che viene fatta risalire alla figura leggendaria di Hiram Abif,
denominato «Figlio della Vedova», e costruttore del Tempio di Salomone".
Nei templi massonici mi sembra che siano messe all'ingresso, così come in questo caso sono all'ingresso di Lisbona, della Baixa, arrivando dal mare.
La pianta a scacchiera del quartiere richiama poi i pavimenti a scacchiera delle logge.
Yakin e Boaz sono allineate con il monumento a Dom José, l'arco di trionfo e la rua Augusta lungo l'asse centrale di questa scacchiera.
Pare che le città sacre come Roma abbiano sette colli: così è per Lisbona (ma anche
Edimburgo).
Una leggenda ci narra
come sono nate queste sette colline:
Si racconta che arrivato nel luogo dove oggi sorge Lisbona, entusiasmato dalle sue bellezze naturali, Ulisse decise di costruirvi quella che secondo i suoi intenti sarebbe dovuta diventare « la città più bella dell’Universo ». Egli però non sapeva di essere giunto nel regno di Ofiusa, che significa Terra dei Serpenti, governato da una dispotica regina dotata di un bellissimo corpo di donna con una coda di rettile. [Dopo esser stato imprigionato dalla regina] un bel giorno Ulisse mandò un suo fedele compagno a passeggiare con la regina mentre lui si precipitava al porto, scappando via da Ofiusa con la nave rifornita di provviste fresche. Una volta scoperto l’inganno, il dolore attanagliò il cuore della regina. La sua lunga coda non gli permetteva di muoversi con grande velocità, ma non le impedì di strisciare furiosamente fino al fiume lasciandosi dietro, come prova dell’enorme sforzo, le 7 colline che oggi formano Lisbona.
Che "Ofiússa" o "Ophiussa",
cioè terra dei serpenti, fosse il nome dato dagli antichi greci al territorio portoghese, lo testimonia anche il poeta romano Avieno in "Ora maritima":
"Ophiussa porro tanta panditur latus / quantam iacere Pelopis audis insulam / Graiorum in agro. haec dicta primo Oestrymnis est /
locos et arva Oestrymnicis habitantibus, / Post fine serpens effugavit incolas / vacuamque glaebam nominis fecit sui"
(Ofiusa si allarga ulteriormente per un lato ampio come senti che l'isola di Pelope si trova nel campo dei Greci.
Si dice che questo sia stato il primo luogo degli Estrimni,
luoghi e campi dove gli Estrimni abitavano, dopo la fine il serpente fuggì dagli abitanti e fece una zolla vuota di terra con il proprio nome).
Hic sunt dracones!
Esiste un'associazione di draghi e serpenti con le energie telluriche a livello esoterico che sembra sposarsi bene con questa leggenda.
E i serpenti li ritroviamo anche in due vie: la Rua Áurea e la Rua Da Prata.
La Rua Augusta, che parte dall'Arco Triunfal e arriva alla piazza Dom Pedro IV, rappresenta il bastone del
caduceo di Mercurio,
attorno al quale troviamo i due serpenti: "il caduceo con due serpenti indica anche il potere di conciliare tra loro gli opposti, creando armonia tra elementi diversi".
Con la via aurea e la via d'argento (da prata) arriviamo direttamente all'alchimia:
"l'oro e l'argento acquisiscono nell'iconografia alchemica i tratti simbolici del Sole e della Luna, della luce e delle tenebre, del principio maschile e femminile,
che si uniscono (sizigia) nella coniunctio oppositorum della Grande Opera (Rebis)".
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Il Quinto Impero
Oltre ad un esoterismo classico, in questo quartiere, in questo spazio concepito in modo magico, troviamo anche la teoria esoterica profetica del Quinto Impero:
Il Quinto Impero è una credenza messianica-millenarista riformata da Padre António Vieira nel XVII secolo. Riprendendo il mito delle Tre Età del monaco Gioacchino da Fiore e collegandolo in seguito all'azione civilizzatrice dei portoghesi, postula che l'Impero portoghese sarebbe stato considerato il quinto e ultimo impero del mondo. Questo Impero, attraverso un regno temporale e spirituale, avrebbe diffuso la fede cristiana in tutto il mondo e promosso la pace e la felicità per mille anni di abbondanza, la cosiddetta Età dell'Oro, culminando nella fine dei tempi.
Per inquadrarlo meglio, aggiungo che Vieira si è basato parecchio anche sulle poesie, le "trovas", messianiche e vaticinanti di
Gonçalo Annes Bandarra,
un calzolaio che "Sonhava, anónimo e disperso, / o Império por Deus mesmo visto" (sognava anonimo e disperso / l'Impero visto da Dio stesso)
per dirla con i versi di Fernando Pessoa, a sua volta fervente sostenitore della teoria (vedi anche la citazione iniziale tratta dalla poesia omonima).
Per la realizzazione di quest'ultimo impero, i portoghesi attendono il ritorno del re, come ci dice questa "trova" di Bandarra:
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Este sonho que sonhei |
Quel sogno che ho fatto |
Storicamente il re in questione avrebbe dovuto essere re Sebastiano, l'ultimo erede di re Giovanni III, sotto il quale il Portogallo era stato nel momento di massima espansione coloniale continuamente arricchita da nuove scoperte. Nove dei dieci figli di re Giovanni morirono nella loro prima infanzia, e Sebastiano era diventato l'ultima possibilità di poter proseguire l'avventura coloniale.
Sebastiano cercò di contrastare la concorrenza spagnola e inglese conquistando territori in Marocco, ma scomparve a soli ventiquattro anni,
durante la Battaglia di Alcazarquivir. Il suo cadavere tuttavia non venne mai ritrovato, il che alimentò leggende sul fatto che potesse essere sopravvissuto,
tanto che tre uomini tentarono di spacciarsi per lui, ma vennero smascherati e giustiziati.
La scomparsa del giovane re precipitò il suo paese in una profonda crisi dinastica: la dinastia dei d'Aviz si estinse con la morte dello zio cardinale,
e il trono venne assorbito dagli spagnoli, tramite l'unione della corona portoghese con quella spagnola.
[...] Spesso associato al mito millenarista conosciuto come Quinto Impero, il Sebastianismo è un tema presente nelle opere di diversi scrittori e pensatori portoghesi,
tra i quali Fernando Pessoa, spesso sulla base dei vaticini popolari (Trovas) di Gonçalo Annes Bandarra.
E re Sebastiano possiamo trovarlo alla stazione Estação do Rossio, al centro della splendida facciata in stile neomanuelino. Qui è ritratto probabilmente a 17 anni: un numero significativo che troviamo anche nella somma delle 8 porte e delle 9 finestre della facciata.
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D. Sebastião, Rei de Portugal (Fernando Pessoa)
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Louco, sim, louco, porque quiz grandeza |
Pazzo, sì, pazzo, perché desideravo la grandezza |
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