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Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2024 (Germinal - Asperge)

Halvorsen: Quando l'abbiamo scoperto abbiamo pensato
            che potesse essere un'escrescenza di roccia magnetica,
            [...] così decidemmo di guardare meglio.
Michaels: Pensammo anche che fosse la parte superiore
            di qualche struttura mezzo sepolta e scavammo tutto attorno,
            ma non abbiamo trovato nient'altro.
Halvorsen: E per di più, i rilevamenti sembrano provare
            che non è stato coperto da erosioni naturali né da altre forze,
            pare che sia stato deliberatamente sepolto.
Floyd: Deliberatamente? Hm...

(Stanley Kubrick/Arthur C. Clarke, "2001: Odissea nello spazio")







Sono tornati i monoliti!

Una (quasi?) notizia fortiana - Galles, 12 Marzo 2024 - Gli altri - La questione - La giusta conclusione

Una (quasi?) notizia fortiana

Questa sezione del sito dedicata al mondo di Charles Hoy Fort è, al momento, paradossalmente povera di notizie fortiane, anzi a dirla tutta c'è una sola pagina dedicata, quella dedicata alle piogge di pesci di Yoro (Honduras), puntualmente ricorrenti ogni anno. Quindi questa diventa la seconda pagina con una notizia propriamente dedicata, e non solo: con una notizia fresca, di qualche giorno fa.
Le notizie fortiane sono rappresentate da anomalie, da stranezze, da straordinarie coincidenze che la scienza non riesce a spiegare, o meglio che la scienza pretende di spiegare arrampicandosi sugli specchi, cosa che Fort sfruttava ampiamente per dare una verve comica ai suoi libri. Nel nostro caso questo secondo aspetto, quello della spiegazione scientifica, è del tutto assodato, va da sé, nessuno scienziato deve lambiccarsi il cervello per dare una spiegazione razionale, questo almeno apparentemente.
Un'ultima precisazione prima di entrare nel vivo: ai suoi tempi Fort raccoglieva pazientemente in scatole da scarpe i foglietti di appunti con i riferimenti esatti di tutte le notizie. Siamo nel 2024: c'è Internet e ci sono i motori di ricerca e io sono pigro. Volendo rintracciare la notizia, ampiamente rimbalzata in tutti i giornali sia internazionali che italiani, basta inserire le parole "Wales monolith craig muir" (oppure "monolite galles craig muir") e si trova materiale fin che si vuole. Ripetendo l'operazione all'interno, ad esempio, di Youtube si possono vedere anche i filmati relativi, che spesso valgono più di molte descrizioni per quanto dettagliate.

Galles, 12 Marzo 2024

Nel meraviglioso Galles, martedì 12 Marzo il signor Muir Craig andando verso la collina di Hay Bluff, ha avvistato questo strano pilone di metallo ben piantato nel terreno. Vedendo foto e video si capisce bene che è difficile non notarlo, essendo questo posizionato al centro di un grande campo decisamente brullo, senza arbusti o alberi, inoltre il monolite è alto tre metri e largo 45 centimetri, color argento e ben luminoso, ed è un parallelepipedo a sezione triangolare cavo.
Il signor Muir Craig è uno scalpellino interessato al metallo, e secondo la sua opinione professionale l'oggetto è stato fatto bene, chi l'ha fatto ha fatto un ottimo lavoro. Secondo lui è in acciaio perché chi l'ha posto lì non vuole che arrugginisca. Però probabilmente anche senza questa accortezza, l'oggetto non avrebbe comunque fatto tempo ad arrugginire: essendo la zona parte del Parco Nazionale di Brecon Beacons probabilmente verrà rimosso a breve.
Non si può che essere d'accordo che si tratti di un manufatto umano, anche se ovviamente qualche sito qua e là per catalizzare l'attenzione ipotizza che si possa trattare di un manufatto extraterrestre, di quei burloni dei grigi. L'impropria definizione stessa di monolite d'altronde prende spunto dal capolavoro di fantascienza di Stanley Kubrick, scritto assieme ad Arthur C. Clarke, "2001: Odissea nello spazio", dove un monolite nero a forma di lastra sembra guidare l'evoluzione dell'umanità. Di quest'ultimo come "anello mancante" per le teorie evoluzionistiche ne ho accennato in questa pagina.
Si diceva che la definizione in questo caso è impropria, perché un monolite dovrebbe essere per definizione di pietra, mentre questo è di metallo; inoltre un monolite dovrebbe esse un blocco unico mentre il nostro è cavo, probabilmente per motivi pratici, di costo ed economici (vedi anche Wikipedia: "dal latino monolithus, a sua volta derivato dal greco antico monólithos, parola composta da monos ('uno' o 'singolo') e litos ('pietra')").
Però un piccolo mistero resta: perché qualcuno dovrebbe addossarsi la spesa nonché la briga di trasportarlo fin lì e piantarlo nel terreno? Per quanto cavo è pur sempre di acciaio ben lavorato e deve essere costato qualcosina, inoltre è stato stimato che bisogna essere in due per trasportarlo, e non è esattamente accanto alla strada, senza contare infine che il terreno sembra piuttosto fangoso nel video del ritrovamento. Insomma deve essere stata una bella impresa!
L'ipotesi più accreditata è che si tratti di un'installazione artistica più che di una burla, però qualche perplessità rimane.

Gli altri

Nella pratica giornalistica che forgia nuovi nomi in modo a volte illogico ma sempre sensazionalistico ed accattivante, non bastava la definizione impropria di monolite, ma si è aggiunta anche la categoria "Toblerone", per distinguerlo meglio da altri tipi di monoliti. Qua è più intuitivo capire il perché: la famosa cioccolata bernese, del nostro monolite ha la stessa forma prismatica a base triangolare (non perché voglia riprendere la forma delle montagne come credono molti, ma perché voleva riprendere la forma "dalla piramide umana che concludeva lo spettacolo delle ballerine delle Folies Bergère di Parigi, e dal colore dei loro costumi", come spiegato da Theodor Tobler).
Casi assolutamente analoghi, quasi sovrapponibili, di monoliti toblerone si erano avuti nel 2020 in varie parti del mondo, e precisamente in Utah, in California, in Romania, sull'Isola di Wight, nei Paesi Bassi, in Germania e in Spagna. Tra questi il più affascinante come installazione è stato a mio giudizio quello dello Utah: in uno stretto canyon, sulla sabbia, con i giusti colori ... bellissimo!
Alla prima somiglianza visiva io ne aggiungerei anche una temporale: tutti questi monoliti sono apparsi in un anno bisestile, e in entrambi i casi rispecchiando quello che dicono le due versioni popolari: "anno bisesto anno funesto" e "anno bisesto anno senza sesto", ovvero per il 2020 l'anno della pandemia e per il 2024 l'anno con gli apici delle guerre (o perlomeno speriamo che da adesso in poi calino d'intensità).
Però non contento di questi altri casi del XX1 secolo io mi spingo oltre.
Da sempre l'umanità pianta questi monoliti, menhir, betili in posti insoliti, con gran dispendio di energia e di risorse. Il più importante di questi, modestia a parte, è quello che dà il nome al sito: il Piloton situato sulla dorsale delle colline che dividono Valsquaranto e Valpantena. Dopodiché possiamo anche considerare i menhir di cui è costellata l'intera Europa, ma in particolar modo la Francia e la Gran Bretagna. Non starò ad elencarli, neanche solo i più famosi perché sono davvero molti, per averne un'idea basta dare un'occhiata alla pagina di Wikipedia.
Mi soffermerei solo su un caso: gli allineamenti di Carnac

Gli allineamenti di Carnac sono tra i complessi megalitici più estesi al mondo. Comprendono circa 3.000 monoliti, eretti 6.000 anni fa, disseminati nella campagna bretone. Gli allineamenti più significativi sono quelli della zona di Kermario, Kerlescan e di Mènec. Il sito comprende, fra l'altro, il più grande menhir preistorico attualmente conosciuto, lungo 20 metri e pesante 300 tonnellate.

"Me cojoni!", come direbbero gli amici romani. Penso che possiamo dire serenamente che si tratta del sito più sensazionale in questo ambito (Stonehenge non c'entra, quelli sono cromlech).
Ma non è questo il particolare più interessante a mio avviso. Se consideriamo Carnac e il nostro Hay Bluff su Google Maps e tiriamo una linea retta vediamo che questa è completamente perpendicolare, ovvero sono sullo stesso meridiano. Si potrebbe aggiungere sulla stessa linea anche i menhir di Kergornec, ma qui si giocherebbe troppo facile perché l'intera Bretagna è particolarmente densa di menhir.
Senza scomodare le Ley Line diciamo semplicemente che il nostro artista si è divertito a prendere la mira.

La questione

Stabilito che quasi sicuramente si tratta di un manufatto umano (ma non si sa mai) il presunto mistero sembrerebbe ridursi a ben poca cosa. E invece no! A mio avviso la questione centrale rimane inevasa: perché da migliaia di anni gli uomini si ostinano a piantare questi monoliti con enorme dispendio di energia e risorse, e per giunta in luoghi spesso isolati, e magari in quantità sbalorditive come i succitati 3000 monoliti di Carnac?
Io mi limito a rilevare coincidenze e a porre delle domande a cui non ho delle risposte, ma per contro mi sembra che ci sia una certa faciloneria diffusa nel liquidare le domande che mi sembra si avvicini alla disonestà intellettuale.
Per dovere di sito porto come esempio proprio il Piloton. Ci sono delle ricerche che mettono in dubbio l'esistenza del Piloton prima del XX secolo, e alla base di queste ci sono alcune mappe austriache del 1820 e 1899 in cui il betilo non compare.
Il risultato sottinteso da queste osservazioni è il dubbio che questo betilo sia stato posto lì nella prima metà del secolo successivo. E chi altri aveva interesse a posizionarlo lì se non Umberto Grancelli che poi lo cita nel suo libro dove ricostruisce l'allineamento in cui è stata costruita Verona Romana? E' grazie a lui che questo monolite è diventato famoso, è stato valorizzato e viene festeggiato ad orari improbi, cioè al levar del sole, ogni 24 Giugno da diversi anni a questa parte.
Ora a queste scrupolose ricerche (alla fine sono solo due mappe, ma tant'è) io opporrei alcune osservazioni che mi sembrano di buon senso, il che ovviamente lascia il tempo che trova.
Non mi son preso la briga di misurare il Piloton, ma ancora oggi è più alto di due metri fuori dal terreno (un tempo era più alto), ha un diametro che non consente di abbracciarlo tutto per quanto si possano avere delle braccia lunghe e quindi penso che pesi parecchio, qualche tonnellata. Farlo costruire penso sarebbe costato parecchio, così come trasportarlo e posizionarlo eretto sopra una collina senza strade, ma solo con qualche sentiero, e il tutto in gran segreto perché non si sono mai avute notizie di questa strana operazione. In buona sostanza, all'affermazione che il vuoto sulle mappe è strano, sospetto, insolito, si può opporre il fatto che il posizionamento un betilo di almeno tre metri che pesa qualche tonnellata in cima ad una collina a due passi da Verona è veramente incredibile che sia passato inosservato agli abitanti dei dintorni e al giornale locale L'Arena.
Quanto alla motivazione osserviamo che Grancelli ha scritto due libri sull'argomento: un librettino minuscolo del 1946 firmato con lo pseudonimo "Rheticus", e il più importante "Il Piano di Fondazione di Verona Romana" del 1964 firmato col suo nome. I punti di partenza di entrambi i libri sono due documenti, la "Iconografia Rateriana" e il "Versus de Verona" (o "Ritmo pipiniano"), poi il ragionamento prosegue sulla pianta di Verona, sui monumenti esistenti e assenti, sulle tradizioni, insomma su tante cose ma non si basa sul Piloton. Questo è solo un accessorio che dà qualcosa in più al testo, ma anche se non ci fosse questo starebbe in piedi da solo (e per inciso l'autore non si è certo arricchito tramite queste pubblicazioni).
Quindi perché tutto questo sforzo economico e fisico? E se non è stato Grancelli chi altri poteva avere un qualche interesse a fare un falso del genere nel XX secolo?
Escludendo i grigi o gli omini verdi con le antenne, mi sentirei di dire che il Piloton è realmente antico e l'ipotesi che sia coevo all'impianto di Verona romana mi sembra piuttosto attendibile.
Ma, come si diceva, la domanda centrale resta inevasa e si ripropone nel suo piccolo, in scala, anche per questi nuovi monoliti, che non pretendono di essere dei falsi storici.

La giusta conclusione

La giusta conclusione è che qualche artista ha voluto fare quest'installazione che nel prossimo futuro si attribuirà, così com'era successo per alcuni monoliti del 2020 (credo non tutti) o così com'era successo per le famose teste di Modigliani trovate in un canale di Livorno.
Anche per i cerchi nel grano alcuni burloni si sono filmati dimostrando di esserne gli autori però, a parte il fatto che ci sono veramente moltissimi casi e sembra strano che ci siano così tante persone col buon tempo, quelli filmati erano di gran lunga più semplici di molti altri fotografati.
Quindi non c'è nessun mistero: torniamo pure nella nostra comfort zone, però dato che in Galles c'ero stato tanto tempo fa e vorrei molto tornare in futuro perché è veramente stupendo, mi auguro con tutto il cuore che non tolgano il manufatto perché mi piacerebbe visitarlo un giorno.
E sarebbe comunque un'ottima scusa per una bella passeggiata.



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