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Si può stare ore a cercare se c'è in qualche fosso
Quell'acqua bevuta di sete o che lava te stesso
O se c'è nel suo correre un segno od un suo filo rosso
Che leghi un qualcosa a qualcosa, un pensiero a un riflesso
(Francesco Guccini, "Acque" da "Parnassius Guccinii")
Note tecniche sulla pagina - Una rappresentazione falsa? - A Montorio c'è - Fossi e risorgive
Note tecniche sulla pagina
Questo sito riesce a sembrare vecchio senza essere vintage: ci vuole del talento diciamocelo.
In questo suo essere vecchio qualche piccola "miglioria" da 5 anni a questa parte c'è stata.
Questa pagina è una piccola prova: facendo finta di non avere un sito "old style" che si preoccupa della pesantezza della pagina,
ho messo delle thumbnail da 400 px in altezza, praticamente delle piccole foto già guardabili.
Se a questo aggiungiamo che sono più di 100 foto, 105 per la precisione, dovrebbe risultare un paginone pesantissimo.
Però siamo nel 2025 e ormai le linee dati sono ultraveloci ... o no? Se mi fischiano le orecchie saprò da cosa dipende.
Su ogni immagine, come al solito, basta cliccare sopra per vederla un po' più grande (il doppio per la precisione),
e per vederle tutte in sequenza basta cliccare qui.
Una rappresentazione falsa?
Chi si aggira per la prima volta per le vie di Montorio, vede perlopiù il classico paesotto composto da vie residenziali (escluse le due piazze e i due laghetti)
con le solite villette bifamiliari o trifamiliari e i cani che abbaiano al suo passaggio.
Eppure tutte le foto qui sotto sono vere, e tutte assolutamente fatte a Montorio. Com'è possibile?
E' il principio delle star, delle top model, delle sex symbol senza make-up: se non l'avete mai fatto provate a guardare le foto in Internet, sono irriconoscibili!
E' il principio degli album fotografici dei matrimoni in cui tutti sono belli, sorridenti, felici.
Anch'io assemblando tutti gli scorci, alcuni banali ma alcuni anche un po' nascosti se non si sa dove cercare, ho reso un paese forse più bello di quello che è in realtà,
ma assolutamente vero e verificabile. Forse sono stato un po' troppo inventariale in certi scorci, ma a volte scartare le foto è molto dura.
Credo che sia uno degli aspetti interessanti della fotografia: pur fotografando il vero si crea un bello che a colpo d'occhio non c'è, o meglio, non si vedrebbe.
A Montorio c'è
A Montorio c'è l'imbocco della Val Squaranto (bellissima!).
A Montorio c'è il Piloton, un betilo romano che Umberto Grancelli ha stabilito essere allineato con il foro di Verona e il punto in cui sorge il sole alla mattina del solstizio d'estate.
Il Piloton l'ho trovato anche in quadro di Tanguy.
Ma non è del tutto vero che è a Montorio: è equidistante anche da Mizzole.
A Montorio c'è un bel
castello medievale (scaligero),
purtroppo diroccato ma con un grande effetto scenografico, che sovrasta il paese. Certo avrebbe bisogno di un po' di sistemazioni.
A Montorio c'è un
forte austroungarico (forte Preara o Werk John),
messo un po' meglio del castello, e sovrasta anch'esso il paese. Certo avrebbe bisogno anche questo di un po' di sistemazioni.
A Montorio c'è una pieve, Santa Maria Assunta, originariamente del 1069, ma come la vediamo oggi è frutto della sistemazione del 1820.
Questa invece avrebbe bisogno di un restauro molto impegnativo.
A Montorio c'è anche una chiesa "nuova", si fa per dire perché è del 1964, che è quella che viene usata dalla comunità parrocchiale,
ed per questo che si tralascia il restauro della vecchia pieve (la chiesa giustamente si occupa delle anime prima che degli edifici).
A Montorio però c'è anche una terza chiesa antica, non molto conosciuta: Santa Maria della Rotonda del XII secolo, ma come la vediamo adesso ha l'aspetto della fine del '500.
E' detta anche chiesa della Madonnina e ... sì, anche questa avrebbe bisogno di essere sistemata.
A Montorio c'è una farmacia. C'è anche una gelateria, e ci sono molti dentisti e veramente tanti parrucchieri.
Però non c'è neanche una discoteca: non so cosa ne concluderebbe Max Pezzali
("Ne parlavamo tanto tanti anni fa / Di quanto è paranoica questa città / Della sua gente, delle sue manie / Due discoteche, centosei farmacie").
A Montorio c'è un monumento ai caduti, ed è un classico, ma c'è anche un monumento agli alpini, e questo è un pochino più originale.
A Montorio c'è una fontana in piazza Buccari.
A Montorio c'è anche una zona artigianale: come semplice frazione dimostra molto spirito imprenditoriale.
A Montorio c'è un autobus urbano, il "13" di giorno, la sera (non ricordo il numero) è solo su prenotazione. Beati loro: a Mizzole abbiamo solo una diligenza che passa nelle ore di punta e basta.
A Montorio c'è una scuola media: ci hanno girato le prime scene di
"Love in the Villa".
Non so perché abbiano scelto proprio la scuola media Luigi Simeoni di Montorio, ma sono felice che l'abbiano fatto.
A Montorio c'è una maschera che rappresenta il paese al
Bacanal del Gnoco:
si tratta del "Re del Magnaron".
A Montorio c'è un murales che parla dell'acqua. Io lo trovo bello.
A Montorio c'è una situazione idrogeologica unica in Italia, o perlomeno lo è secondo me (e potrei sbagliarmi).
Fossi e risorgive
La situazione idrogeologica di Montorio è peculiare per la presenza di diverse risorgive:
Una risorgiva, o fontanile, è una sorgente di acqua dolce di origine naturale (o talvolta fatta emergere dall'uomo) tipica dei terreni di fondovalle o di pianura alluvionale,
in aree dotate di falde acquifere non troppo profonde né eccessivamente salate.
L'uso del termine risorgiva è corretto quando l'affioramento è spontaneo, mentre si dovrebbe usare il termine fontanile quando l'affioramento è di origine antropica.
La sovrapposizione dei due termini deriva dal fatto che spesso i fontanili venivano scavati in aree già interessate da risorgive.
I fontanili o risorgive sono caratterizzati da flora e fauna tipiche.
[...] Ad esempio a Montorio Veronese, dove l'acqua piovana della Lessinia filtrata attraverso le rocce permeabili che la caratterizzano riaffiora,
a contatto con strati impermeabili di tipo argilloso,
sono presenti ben sette risorgive, che generano due laghetti e diversi fossi, dando al paese le caratteristiche di una piccola Venezia.
Sui laghetti e sui fossi insistono la maggior parte delle fotografie qui sotto.
Tra la fauna tipica delle risorgive di Montorio, c'era una volta (non ne ho più visti) il "Magnaron" (da cui il nome della maschera di cui sopra), o più correttamente il
Cottus gobio.
Il simpatico pescetto ha la caratteristica di esigere acque pulitissime, ma purtroppo per lui ha anche la caratteristica di esser molto buono fritto,
il che forse potrebbe aver inciso sulla sua scomparsa (le acque continuano ad essere cristalline).
Per vedere bene i fossi bisogna un po' insinuarsi nelle viette e nei passaggi a volte anche un po' nascosti.
C'è anche un sentiero "tra i due fossi" che come dice il nome e come mostrano le foto, prosegue per tre chilometri circa,
partendo da Montorio verso San Martino Buon Albergo, passando per le Ferrazze (unico punto in cui bisogna attraversare una strada asfaltata).
L'acqua non finisce mai di sognare sé stessa.
(Fabrizio Caramagna)
Non si può discendere due volte nel medesimo fosso.
(Eraclito)
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