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Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre 2025 (Nivôse - Terre végétale)

People say graffiti is ugly, irresponsible and childish.
But that's only if it's done properly.
T.V. has made going to the theatre seem pointless,
photography has pretty much killed painting
but graffiti has remained gloriously unspoilt by progress.

La gente dice che i graffiti sono brutti, irresponsabili e infantili.
Ma questo vale solo se fatti come si deve.
La TV ha fatto sembrare inutile andare a teatro,
la fotografia ha praticamente ucciso la pittura,
ma i graffiti sono rimasti splendidamente incontaminati dal progresso.
(Banksy, "Wall and Piece")

Arte o vandalismo? - Autorizzati (1) - Capolavori (3) - Classici (7) - Vicoletti (3) - Mura storiche (4) - Scritte (4)

Arte o vandalismo? Graffiti e scritte sui muri di Verona

Arte o vandalismo?

La questione del graffitismo è da sempre dibattuta:

Il graffitismo (in inglese graffiti writing) è una manifestazione sociale e culturale di pittura murale diffusa in tutto il mondo, basata sull'espressione della propria creatività tramite interventi pittorici sul tessuto urbano, frequentemente considerati atti vandalici e puniti secondo le leggi vigenti.
[...]
Il "graffitismo" è un fenomeno difficilmente classificabile seguendo schemi tradizionali, essendo intrinsecamente presenti in questo una componente legata a un'espressività artistica e una forte componente di autoaffermazione che passa dalla rottura delle regole e dalla noncuranza delle leggi.

Da una parte abbiamo il brivido dell'illegalità, la sfida alle leggi del sistema e la conseguente repressione, dall'altra abbiamo anche graffiti, murales, stencil o quant'altro, autorizzati o addirittura incoraggiati dall'amministrazione locale, vedi ad esempio Tuttomondo, il celebre "murale realizzato da Keith Haring nel 1989 sulla parete esterna della canonica della chiesa di Sant'Antonio Abate a Pisa".
Per il resto i graffiti "se fatti come si deve", devono essere "brutti, irresponsabili e infantili" (vedi la definizione di Bansky).
Non pretendo di essere esaustivo, ma mi piaceva l'idea di proporre una Verona diversa che non fosse solo Arena e Balcone di Giulietta. La selezione delle opere è abbastanza casuale, se avessi pensato questa pagina per tempo forse sarebbe uscita molto diversa, queste sono semplicemente le foto fatte in diverse occasioni in cui mi sono trovato a catturare immagini nella mia zona.
Quindi, senza nessuna pretesa ...

Autorizzati

L'acqua non finisce mai di sognare se stessa.
(Fabrizio Caramagna)

Questo murale che prende spunto dal bellissimo aforisma di Fabrizio Caramagna, l'avevo già proposto come ultima foto di "Montorio: il paginone (più di 100 foto!)".
Lo ripropongo perché è bello, o almeno a me piace molto, e perché è in Val Squaranto, e un po' di campanilismo fa sempre bene. Lo ripropongo come unico esempio perché mi sembra che il sottogenere dei graffiti non solo autorizzati, ma anche sponsorizzati dalle amministrazioni (in questo caso da un comitato dei cittadini) esuli un po' da quello spirito writer così ben descritto da Bansky.

Piazza delle Penne Nere, Montorio

Mappa
Mappa

Montorio, piazza delle Penne Nere
Montorio, piazza delle Penne Nere

Capolavori

Idraulico italiano multato per aver ucciso tartarughe.
(Plague Inc.)

Mamma mia!
(Super Mario 64)

Il capolavoro per eccellenza è quel "Custode del tubo" dipinto accanto ad una grondaia in via Santa Toscana accanto alla Fevoss. L'idraulico "Custode del tubo" è riconoscibilissimo come Mario, il personaggio della Nintendo che ha fatto impazzire diverse generazioni dagli anni '80 ad oggi. La vicinanza alla chiesa dell'Ordine di Malta evidentemente ha ispirato l'artista a dargli una posa da pia donna col rosario. Se fosse casa mia e sapessi chi ha fatto questo ... lo cercherei per dirgli di ripassarlo perché ormai è quasi tutto scolorito.
Invece il simpatico Timmy Turner dei fantagenitori con la scritta "Love graffiti" merita una menzione speciale non solo per la fattura, ma anche per il contesto. Ho fatto questo percorso, questa passeggiata dal lungadige Galtarossa a Porto San Pancrazio, in inverno e l'ho trovata perfetta per un mood malinconico. Gli alberi spogli, il cielo grigio e un'Adige che si riesce a vedere solo accanto alla diga dell'Enel ispiravano tristezza, per cui vedere una nota di colore decisamente rallegra un pochino il passeggio.
Infine l'ottimistico "Tutto passa, ok?" accoppiato al gatto più infantile che naïf, mi è sembrato perfetto. Devo ammettere che non sono per niente sicuro che fosse in via XX Settembre, ma soprattutto non so se è un retaggio del Covid associabile a quel "Andrà tutto bene" che in molti abbiamo interpretato con un "Andrà tutto bere".

Veronetta e Parco Adige Sud

Mappa
Mappa

Il custode del tubo, P.zza S.Toscana
Il custode del tubo, P.zza S.Toscana
Love graffiti, Parco Adige Nord
Love graffiti, Parco Adige Nord
Ottimismo in via XX Settembre
Ottimismo in via XX Settembre

Classici

The greatest crimes in the world
are not committed by people breaking the rules
but by people following the rules.

I crimini più gravi al mondo
non vengono commessi da persone che infrangono le regole,
ma da persone che le seguono.
(Bansky)

Mi si passi il termine di "classici" per questi graffiti: intendo solo dire che troviamo sia figure tendenzialmente caricaturali (e fatte bene a mio avviso) che "tag", ovvero come dice Wikipedia al link di cui sopra: "talvolta è correlato a essa l'atto dello scrivere il proprio nome d'arte (tag) e il numero della strada in cui si viveva, come se fosse un logo".
Potrei sbagliarmi, ma non credo che questi graffiti siano stati autorizzati, anche se vorrei vedere con che coraggio li avrebbero sanzionati. Mi spiego meglio: questi graffiti sono stati fatti sugli Uffici finanziari di Verona

Gli uffici finanziari di Verona sono un complesso di edifici situati nel quartiere di Cittadella a Verona, realizzati nella seconda metà degli anni sessanta su progetto dall'architetto Libero Cecchini.
[...]
Gli uffici finanziari sono posti lungo il fiume Adige, nelle vicinanze delle mura comunali di Verona e della tomba di Giulietta. Si tratta di un complesso di grandi dimensioni, composto da quattro edifici di cinque piani l'uno, collegati da una galleria sopraelevata pedonale e separati da cortili. L'impianto generale è quindi piuttosto semplice, svolgendosi in una sequenza di volumi e spazi aperti.
[...]
La struttura, in cemento armato, è esternamente rivestita in pietra.

Questo stabile, che come abbiamo visto è un fulgido esempio di architettura degli anni '60, oggi è vuoto, ed per la precisione è vuoto da quando l'allora ministro Tremonti la mise in vendita insieme ad altri beni dello stato, o come si suol dire ad altri "gioielli di famiglia". Non ho seguito bene le vicissitudini dei passaggi di mano, ma posso constatare come tutti quelli che passano da lì, il triste abbandono in cui versa da moltissimi, troppi anni. Nel 2022 pareva che dovessi esserci una riconversione in unità abitative, e forse mi è sfuggito qualcosa ma siamo ancora lì fermi.
A questo punto come dice Bansky, i crimini più gravi non sono commessi dai writer che rompono le regole, ma da chi rispettandole ha permesso questo degrado.
Forse l'ultima speranza per la nostra città è il simpatico Batman del graffito che ci rassicura: "We'll save Verona", "Salveremo Verona".

Giardini degli Uffici finanziari

Mappa
Mappa

Sul retro dei palazzi finanziari
Sul retro dei palazzi finanziari
Sul retro dei palazzi finanziari
Sul retro dei palazzi finanziari
Sul retro dei palazzi finanziari
Sul retro dei palazzi finanziari
Sul retro dei palazzi finanziari
Sul retro dei palazzi finanziari
Sul retro dei palazzi finanziari
Sul retro dei palazzi finanziari
Sul retro dei palazzi finanziari
Sul retro dei palazzi finanziari
Sul retro dei palazzi finanziari
Sul retro dei palazzi finanziari

Vicoletti

Tesoro è qualunque cosa mobile di pregio,
nascosta o sotterrata,
di cui nessuno può provare d'essere proprietario.
(Codice civile italiano)

Questi graffiti non hanno niente di particolare in sé, ma si può dire che sono piccoli tesori nascosti. Non so quanti veronesi siano mai passati da vicolo Verza, per questo minuscolo vicoletto arrivando da via Moschini ci si affaccia sul lungadige San Giorgio con un magnifico colpo d'occhio sull'Adige. A destra c'è la chiesa di San Giorgio in Braida e a sinistra ponte Pietra e la chiesa di Santo Stefano.
Tra via Emilei e piazzetta Sgarzarie si passa da quelli che a Venezia vengono chiamati "sottoporteghi", e a Verona non ce ne sono molti (in realtà mi sovvengono solo questi). In questo cortiletto nascosto c'è il murale che ho preferito mostrare nel suo contesto, ma qui si può vedere in primo piano.
La terza foto non ricordo assolutamente dov'è, l'ho messa per mostrare come i graffiti non siano solo sui muri o sulle serrande.

Vicolo Verza, cortile interno tra via Emilei e corte Sgarzarie

Mappa
Mappa

Vicolo Verza
Vicolo Verza
Tra via Emilei e le Sgarzarie
Tra via Emilei e le Sgarzarie
Non ricordo dov'è!
Non ricordo dov'è!

Mura storiche

I must not write all over the walls
(Bart Simpson che scrive alla lavagna)

Qui mi trovo un po' critico: i graffiti sui muri storici, o sulle mura storiche come in questo caso, no ... non lo condivido. Possiamo considerarlo solo un vandalismo minore, poi si può sistemare, e non è tanto il fatto di considerarlo dissacrante, è che proprio non è necessario, né opportuno: con tutti i muri grigi di cemento armato che bisognerebbe migliorare, non vedo perché andare su meravigliose testimonianze romane o medievali.
In questo caso siamo in quella bella passeggiata che è il Parco delle Mura. Si parte da Porta Vescovo e costeggiando le mura di Cangrande che salgono per le Torricelle, si arriva poi o a Castel San Pietro o alla Fontana del Ferro.
Qui i writer si sono sbizzarriti forse approfittando dell'isolamento e della tranquillità notturna, senza rischio di essere scoperti.

Parco delle Mura

Mappa
Mappa

Parco delle Mura
Parco delle Mura
Parco delle Mura
Parco delle Mura
Parco delle Mura
Parco delle Mura
Parco delle Mura
Parco delle Mura

Scritte

Poi sopra i muri scrivo in latino:
evviva le donne, evviva il buon vino!
(Gianni Togni, "Luna")

Qua scendiamo un altro scalino nel vandalismo, perché nella maggior parte dei casi sono anche scritte squallide, neanche da Baci Perugina, ma da diario dell'adolescente brufoloso o brufolosa. Promesse di amore eterno (finché dura come diceva Verdone), o apprezzamenti sessuali di infimo livello.
Però ogni tanto qualche perla (piccolina) emerge nello squallore. Quindi partiamo col mieloso "Ho un brivido tutte le volte che il tuo cuore batte con il mio, poi nasce il sole", e qui mi sono trattenuto a stento dal fare un'aggiunta "quasimodiana": "Ed è subito sera". Passiamo dal "Non faccio tempo a cambiare che mi è cambiata la vita" (benvenuto tra di noi!) e dal medievaleggiante "Non tutte le ciambelle nascono con lo buco" (forse l'autore aveva appena visto Brancaleone da Norcia), e arriviamo infine al "Il cuore ha la sua ragione che la ragione non capisce"; questa frase probabilmente sottintende un banalissimo "sono innamorato/a di lei/lui anche se è una/o stronza/o", però involontariamente richiama anche un po' la metafora della carrozza di Gurdjieff.
Non rientrerebbe a mio avviso nella categoria l'ultima scritta, perché non è fatta sui muri ma su di un'apposita lavagna, ma era troppo bella per non metterla, non può non strappare un sorriso: "Ho così tanti sogni nel cassetto che non trovo le mutande". In fondo è anche un po' filosofica: sia i sogni nel cassetto che le mutande fanno parte dell'intimità di una persona, ma i primi appartengono al futuro, le seconde al presente, i primi sono a livello quasi spirituale, riguardano il come realizzare la propria vita, le seconde al livello materiale, riguardano il come preservare la proprio igiene intima (e talvolta nel caso femminile come provocare interesse).
"L'ottimismo è il sale della vita" declamava Tonino Guerra: ecco quindi che in lungadige San Giorgio vediamo il prodotto di qualcuno che non aveva visto lo spot pubblicitario in questione.
Ma per chiudere in bellezza torniamo sulle scalette che vanno da vicolo Botte a Castel San Pietro con una domanda che reputerei tutto sommato condivisibile, "Facciamo l'amore?", specie se, come negli anni '60, anticipa la chiosa "e non la guerra".

Scale da vicolo Botte a Castel San Pietro, Piazzetta Bra Molinari

Mappa
Mappa

Scale per Castel S.Pietro
Scale per Castel S.Pietro
Scale per Castel S.Pietro
Scale per Castel S.Pietro
Scale per Castel S.Pietro
Scale per Castel S.Pietro
Piazzetta Bra Molinari
Piazzetta Bra Molinari
Scale per Castel S.Pietro
Scale per Castel S.Pietro
Scale per Castel S.Pietro
Scale per Castel S.Pietro

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