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Ultimo aggiornamento: 03 Luglio 2021 (Messidor - Chamois)

Una fotografia, un modellino d'auto e una scatoletta

Si potrebbe dibattere se il trait d'union di questi oggetti è il trash o il kitsch. Io preferisco accodarmi al concetto di "Eversione estetica" di cui ho già parlato a proposito dell'omonimo libro.

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La prima comunione

E' il classico ritrovamento sul banco dell'usato di non so più quale mercato. La foto era sfusa e la cornice dell'ikea era d'obbligo.
Io credo che chi vende queste preziosità abbia smesso da tempo di chiedersi chi potrebbe comprarle (io!), ma soprattutto chi mai potrebbe appenderle al muro (sempre io!), senza magari essere neanche lontanamente parente o conoscente del soggetto raffigurato.
Ma dico io: come si può non commuoversi di fronte a tanta manifestazione di fede fotografica? Il vero miracolo a cui assistiamo è quello fatto dall'erede di Joseph Nicéphore Niépce e la fede indiscussa è di chi ha commissionato questa brillante rappresentazione
"Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!" (Giovanni 20, 29)
Gesù con le sue parole chiede molto agli adulti, ma si può chiedere altrettanto ai bimbi? Ecco quindi che il miracolo fotografico viene in nostro aiuto palesando quel che avviene nella solenne cerimonia che tanto emoziona le famiglie: "la nostra bambina è ormai grande: manca solo la cresima è poi è pronta da sposare!".
Altri tempi: ormai la cresima è il sacramento dell'abbandono e non solo non ci sposa più in chiesa, ma neanche in comune e non si va più neanche a convivere. Questi futuri eterni precari possono solo sperare di avere il sostentamento dei genitori per fare gli eterni fidanzati.
Ma soprattutto nell'epoca di Photoshop come si può sperare di suscitare meraviglia con questo ingenuo montaggio, che a suo tempo sarà stato frutto di un duro lavoro?
La nostalgia mi avvolge guardando questa bimba (ora sicuramente anziana se ancora in vita) che non ho mai conosciuto. Quanta emozione provava per quel bel vestitino bianco anticipazione di quello matrimoniale? In quei tempi di basso colesterolo quanto era stato lauto il pasto e quanto era stata grande la festa che l'aveva vista protagonista?

Trabant

Questo invece è stato un acquisto nel mercatino di un museo, precisamente al Memento Park di Budapest.
Due parole su questo posto sono d'obbligo.
Ecco, io mi immagino i budapestini che, con tutta la statuaria ex-comunista che chiaramente non volevano più vedere, alla romana si sono interrogati: "Che fàmo? La buttamo?". Poi superato il primo impatto emozionale che richiedeva la damnatio memoriae, presi da improvviso buon senso hanno deciso di far convogliare tutto in un unico sito, però per sicurezza ben distante dalla città. Infine per giustificarne anche l'apertura al pubblico han deciso di chiamarlo con l'evocativo nome latino.
Per chi si reca nella capitale ungherese a mio avviso questo è uno dei primi posti da visitare.
Nell'immancabile negozietto di souvenir all'uscita, che c'è in tutti i musei, hanno deciso di offrire catartici oggettini ricordo tra i quali questo modellino di Trabant e la successiva evocativa scatoletta. Imperdibili!
Su cosa abbia significato la Trabant, sul suo fascino e sulla sua economia tornerò commentando un libro apposito. Prendiamo atto per il momento che l'iconico modellino vuole ricordarci quello che fu un fenomeno sociale di estrema importanza nel blocco sovetico. Pur essendo originaria della DDR, in questo nuovo millennio ho avuto l'impressione di vederla più diffusa in Ungheria.
Infine definirei stupendo il colore "verde malato" che ben si addice a questa simil bianchina a due tempi.
Pura ostalgia!

Scatoletta

Il contenuto è impossibile da verificare: anche aprendola come si potrebbe verificare se l'aria ivi contenuta era stata effettivamente raccolta prima del 23 agosto del 1989?
Certamente certe scatolette, questa come anche quelle famosissime di Piero Manzoni, è meglio non aprirle (ovviamente) per non alterarne il valore storico, artistico ed economico.
All'artista soncinese di adozione milanese, sembrano essersi apertamente ispirati non solo per la scatoletta in sè ma anche per il contenuto: il verso alle famose opere "Fiato d'Artista" è decisamente evidente.
Ispirazioni a parte è interessante notare il clamoroso connubbio tra l'oggetto spiritoso e l'amuleto scaramantico: tutto quello che resta del comunismo è un po' d'aria (battutona), e speriamo che resti solo quello (toccata scaramantica nelle parti basse).
Ovviamente c'era in tutte le lingue oltre all'italiano, ma per sottolineare l'origine doc del comunismo, nonchè per evidenziare il tono umoristico dell'oggetto, è stato scelto un font simil-cirillico.
Fin qua è tutto palese, ma io vorrei andare oltre ed estrapolare una morale, forse voluta ma non credo.
Il comunismo del blocco sovietico con la sua ansia da prestazioni (sociali) ha fornito prodotti scadenti per tutto il popolo. Scadenti ma pur sempre prodotti che in qualche maniera soddisfacevano un bisogno specifico. Ecco invece che il nuovo capitalismo riesce a vendere anche l'aria, anche il nulla, il contenitore senza il contenuto, o se vogliamo essere più poetici diciamo che il nuovo mercato commercia anche le sole idee, e nella fattispecie l'idea che il proprio nemico non esiste più.

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