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Un avvertimento valevole per tutti, hombres!...
Il primo che mette mano a un'arma è un uomo morto!
(Tex Willer: da la Rete si Chiude, n.º 112, p. 30)
Rispetto a questa prima parte introduttiva
dove c'erano tutte action figure piccoline, qui siamo su qualcosa di decisamente più grosso.
E in modo più monotematico siamo nell'ambito dei fumetti Disney, ma con un'incursione nel mondo Bonelli.
Parlare di queste statuine di plastica fornisce la scusa per parlare un po' del personaggio rappresentato, della sua storia, della sua filosofia,
quindi prima ancora di iniziare mi permetto di fare due parole di introduzione a chi non è avvezzo a questi ambiti.
L'impero Disney è nato con i film di animazione, ma quasi subito in subordine sono stati affiancati anche i fumetti.
Mi permetto di dire che secondo me ad oggi, ma si potrebbe dire negli ultimi cinquant'anni, i
fumetti Disney
sono di fatto un fenomeno tutto italiano.
In teoria sono creati e stampati in tutto il mondo, ma in pratica fuori dall'Italia si rivolgono sostanzialmente ad un pubblico infantile, o della prima giovinezza,
mentre quelli di produzione italiana oltre ad avere in generale una qualità decisamente più alta, a volte sembrano rivolti più ad un pubblico adulto;
penso ad esempio alle parodie capolavori
Topolino - Minni in "Casablanca" e
La vera storia di Novecento,
entrambe del gran maestro Cavazzano (ma non c'è solo lui).
In realtà poi l'universo dei fumetti Disney è diviso in due galassie: paperi e topi.
E non è solo una questione di antropomorfizzazione delle due specie animali, ma è lo spirito delle storie che segue strade diverse.
La poesia della canzone "Vil Coyote" di Eugenio Finardi riesce a riassumere perfettamente il mood completamente diverso:
C'è chi nasce come Paperino:
Sfortunato e sempre pieno di guai
E c'è chi invece è come Topolino:
Carino, intelligente e simpatico alla gente
In realtà il "simpatico alla gente" potremmo toglierlo: alla fatidica domanda "preferisci i paperi o i topi?", pare che la preferenza per i primi abbia percentuali bulgare.
Io viceversa preferisco assolutamente i "topi", ma come sempre sono in controtendenza, è la mia natura e non posso farci niente.
E infatti abbiamo qui sotto due personaggi per
Topolinia e uno solo per
Paperopoli.
Gli ultimi due personaggi sono capostipiti di un altro universo, quello della
Sergio Bonelli Editore.
In Italia Tex Willer e Kit Carson non dovrebbero aver bisogno di presentazioni, ma le statistiche di questo sito mi dicono che qui giungono visitatori da ogni parte del mondo,
per cui forse val la pena di spendere una parola.
Sui personaggi nello specifico ne parlo sotto, vorrei però ricordare che
a Tex sono seguiti poi Martin Mystere, Dylan Dog, Nathan Never, e tantissimi altri personaggi con la propria testata, il proprio magazine, quasi sempre mensile e quasi sempre in bianco e nero.
Sono tutti fumetti d'avventura e, come si suol dire, "di genere": quindi western, horror, fantascienza, polizieschi, distopici, e altro.
Per Bonelli (ma anche per la Disney) la formula vincente è stata per decenni quella di uscire in edicola con un prezzo popolare,
e anche questo è stato un fenomeno specificamente italiano, forse di altri pochi altri paesi al mondo,
ma non saprei dire quali perché in quelli dove sono stato io non ho trovato quasi niente nelle edicole.
Ora il vento sta cambiando e si sta ripiegando in Internet, perché anche le fumetterie sono quasi sparite.
Però la passione in qualche modo evidentemente resta visto il successo strepitoso del Lucca Comics (and Games), del quale tra poco sta per iniziare l'edizione 2025.
Cliccare sulle immagini per vederle ingrandite.
 
 
 
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Restiamo nell'immaginario Calisota, ma ci spostiamo a Paperopoli, dove c'è il personaggio che ha dato il primo vero grande impulso ai fumetti Disney così come li conosciamo:
Zio Paperone (Scrooge McDuck),
il più ricco dei ricchi, il più miliardario dei miliardari, il più avaro dei personaggi, ancora più avaro del personaggio da cui ha preso il nome:
Ebenezer Scrooge, il protagonista del Canto di Natale.
Il Terrore dei Mari aveva portato un pezzo di pancetta, e si era quasi esaurito nel portarla lì.
Finn la Mano Insanguinata aveva rubato una padella e una quantità di tabacco in foglie semistagionato, e aveva anche portato qualche pannocchia per fare le pipe. |
 
 
 
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Tex Willer e
Kit Carson
li ho messi insieme perché nelle action figures come nel fumetto sono pard inseparabili. Insieme a Topolino e Diabolik è considerata la più famosa e longeva serie a fumetti italiana di sempre, nonché la testata di punta della casa editrice milanese. Il personaggio nacque nel 1948 senza molte aspettative per il suo successo ma divenne col tempo un fenomeno editoriale pubblicato regolarmente dopo oltre settant'anni e oggetto negli anni anche di indagini sociologiche, tesi di laurea e iniziative volte a celebrarlo come mostre, incontri, volumi di critica e testi di saggistica.
Dovrebbe essere chiaro a questo punto che Tex non è un semplice eroe dei fumetti, ma è qualcosa di più: è un archetipo.
Nell'iperuranio c'è un'idea che si riflette nel mondo: deve esistere qualcosa di giusto per tutti e qualcuno di giusto che però non sia un martire, una vittima. |
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