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Le monde spirite est le monde normal,
primitif, éternel, préexistant et survivant à tout.
Le monde corporel n’est que secondaire;
il pourrait cesser d’exister, ou n’avoir jamais existé,
sans altérer l’essence du monde spirite.
Il mondo spirituale è il mondo normale,
primordiale, eterno, preesistente e sopravvissuto a tutto.
Il mondo fisico è semplicemente secondario;
potrebbe cessare di esistere, o non essere mai esistito,
senza alterare l'essenza del mondo spirituale.
(Allan Kardec, "Le Livre des Esprits", dall'introduzione)
Ultimo aggiornamento: 06 Giugno 2026 (Prairial - Pavot)
Non dando nulla per scontato - Un libro postumo un po' particolare - Il contenuto - Non sono un esperto, ma ... un piccolo confronto con Kardec - Conclusione
Non dando nulla per scontato
Personalmente darei per scontato che tutti sappiano a grandi linee chi è (il presente indicativo, non è un refuso dato l'argomento trattato)
Arthur Conan Doyle,
ma temo non sia così.
Nel migliore dei casi viene riconosciuto come il papà di
Sherlock Holmes,
l'investigatore per antonomasia. E qui mi permetto una digressione, solo per ribadire che non bisogna dare nulla per scontato.
La prima volta che sono andato a Londra al
221B di Baker Street
dove dietro la spinta dei fan è stato creato il museo di Sherlock Holmes sono entrato subito senza problemi.
Anni dopo sono tornato e ho dovuto fare una bella fila.
Parlandone con l'addetto che stava all'ingresso, questi mi ha detto che il successo era dovuto ad una serie TV che era appena stata fatta sul personaggio.
Insomma: i libri non li legge nessuno, si conosce per sentito dire, ma è solo quando arriva sullo schermo che Sherlock Holmes viene conosciuto dalla massa.
Quindi a maggior ragione il suo autore ha bisogno di due parole di presentazione, perché non è solo l'autore di Sherlock Holmes,
personaggio dichiaratamente ispirato dal
Dupin di Edgar Allan Poe,
ma molto di più.
Conan Doyle fu nobile di nascita, laureato in medicina (con articoli scientifici pubblicati), giornalista e corrispondente internazionale,
scrittore e drammaturgo, ma anche sportivo che eccelse in varie discipline: boxe, cricket, biliardo, motociclismo, calcio e sci.
Quando va bene viene ricordato anche come l'autore de
Il mondo perduto,
ma noi italiani dovremmo ringraziarlo per aver scritto "un articolo per il Daily Mail, un pezzo esaltante che ebbe grande risalto,
in cui paragonò Dorando Pietri
(vincitore della maratona olimpica, ma squalificato) a un antico romano.
Egli scrisse che quella vittoria non sarebbe mai stata inficiata dalla semplice decisione di un giudice.
Conan Doyle si fece tra l'altro promotore di una colletta per lo sfortunato italiano e raccolse una notevole somma per l'epoca: quasi 300 sterline".
A parte questo contesto che dovrebbe riuscire a dare l'idea di una vita intensa, vissuta pienamente,
il vero interesse di Conan Doyle fu lo
spiritismo,
e qui arriviamo dritti al libro in questione.
Un libro postumo un po' particolare
Come da copertina l'autore segnato in alto è Arthur Conan Doyle, il libro è a cura di Ivan Cooke ed è scritto medianicamente da Grace Cooke.
Partiamo da quest'ultima.
Grace Cooke
(1892-1979) è stata una medium inglese fondatrice insieme al marito Ivan Cooke della loggia dell'Aquila Bianca
(White Eagle Lodge).
Aquila Bianca era il suo spirito guida, credo che tutti i medium ne abbiano uno, che la frequentava fin da bambina,
ma che solo in età adulta cominciò a manifestarsi in modo significativo.
Questo spirito guida l'aveva ribattezzata "Minesta", che significa "Madre", per cui nel libro ci si riferisce a lei sempre come Minesta.
Sempre secondo l'introduzione scritta dal marito, la vita di Grace Cooke cambiò dopo l'incontro con Estelle Stead,
direttrice della Bliblioteca Stead Borderland strettamente legata allo spiritismo, nonché spiritista ella stessa.
Poco lontano c'era un'altra libreria, la "Psychic Book Shop" di Conan Doyle, affidata alla di lui figlia Mary.
Dall'amicizia nata tra Grace Cooke e Mary Conan Doyle era seguito un invito da parte di Sir Arthur a visitarli nella loro casa a Crouborough nel Sussex.
Era il 1930: il 7 luglio Arthur Conan Doyle morì senza poter conoscere Minesta.
Nell'introduzione c'è quindi un passaggio un po' arzigogolato di un messaggio (sintetizzo parecchio) che partito dalla figura un po' leggendaria di
Padre Giuliano, un eremita "considerato un po' stregone, con magici poteri", arriva in Francia alla "Fratellanza Polare",
gruppo esoterico di Parigi, che parallelamente ricevette un'importante missione: convincere Lady Conan Doyle a fare delle sedute con una medium
perché c'era un'importante comunicazione che suo marito le doveva dare.
Fu così che Zam Bhotiva, il Fratello prescelto, si recò a Londra e presenziò alle prime riunioni della famiglia di Sir Arthur con Minesta e suo marito (l'autore di questa introduzione). Durante una conversazione con Minesta, Bhotiva le rivelò che la sua missione particolare era di aiutare Sir Arthur a dare il suo messaggio e la prova della sua identità.
I messaggi di A.C.D. (meglio abbreviare) terminarono il 1° giugno 1932.
Tranne alcune preghiere iniziali dette da Aquila Bianca, lo spirito guida, che però sono riportate in corsivo:
"Tutto quanto segue è la parola di Arthur Conan Doyle".
A questo punto appare evidente che le opzioni sono due: o si pensa che il libro è solo un grottesco falso fatto approfittando del nome di una celebrità,
oppure si pensa che questo rappresenti un importantissimo messaggio, una spiegazione vitale per tutta l'umanità.
Al lettore l'ardua sentenza.
Il contenuto
Il titolo dice tutto: "Il libro dell'aldilà".
L'affermazione sembra banale ma non dimentichiamo che esiste un enorme filone delle sedute spiritiche fatte per evocare i propri cari con motivazioni,
diciamo così, personali. Già Kardec aveva preso le distanze da questa pratica: se si interrogano gli spiriti bisogna farlo per motivazioni serie,
con domande importanti.
Qui le domande sono poche e queste sembrano anticipate da A.C.D. che si raccomanda comunque, quando si fanno, di fare domande serie, importanti; ovvero di non chiedere sciocchezze.
Guardando i titoli dei capitoli si può evincere che effettivamente gli argomenti sono profondi: "L'uomo alla realizzazione di sé stesso e di una vita sempre più ricca",
"L'armonia, la perfezione e lo splendore della vita celeste", "Libero arbitrio e libero destino: esistono entrambi", "Il problema del bene e del male", e così via.
Sostanzialmente il quadro che ne emerge è in linea con lo spiritismo classico, declinato molto sul cristianesimo seppure con una certa ambiguità sulla figura del Cristo,
chiamato semplicemente "Maestro".
A.C.D. nonostante il suo grande interesse per lo spiritismo era cattolico, non so negli ultimi anni abbia rinunciato al cattolicesimo o abbia cercato di conciliarlo con lo spiritismo,
ma alla base ci sono dei dogmi incompatibili, a partire dalla
metempsicosi,
rifiutata tout cour dalla religione Cattolica, ma che sta alla base dello spiritismo.
Inoltre c'è un continuo richiamo alle religioni orientali, viste sempre col massimo rispetto dal cristianesimo, ma non rientranti neanche nell'ambito dell'ecumenismo.
E qui arriviamo a quella che forse è la peculiarità più interessante del testo: la "mappa" dell'aldilà.
I piani della realtà
proposti hanno certo qualche somiglianza con i loka
delle religioni/filosofie orientali, ma questa somiglianza mi sembra che diventi più marcata con la
concezione settenaria teosofica.
E' solo una mia impressione che vale poco e non va presa troppo seriamente: non sono così esperto da poter fare un confronto serio.
Ad esempio nella mia ignoranza che persiste nonostante la mia curiosità mi porti verso questi argomenti, non trovo traccia altrove di un concetto qui espresso, e spiegato in dettaglio:
quello della seconda morte.
Ovviamente non si tratta della seconda morte in senso cronologico, come passaggio tra la seconda e la terza reincarnazione.
Dati i tre piani, astrale (il più basso), mentale e celestiale, la seconda morte è quella che permette di passare dal primo al secondo, quindi permette allo spirito di arrivare al piano mentale.
Per molti altri aspetti invece la filosofia proposta si concilia bene con quella cristiana: ad esempio nella definizione dell'equilibrio tra quello che è il libero arbitrio e
libero destino, oppure per la descrizione "L'armonia, la perfezione e lo splendore della vita celeste": ovviamente si tratta di un ossimoro,
perché questa "descrizione" è impossibile da fare col linguaggio, e infatti il capitolo è pieno di espressioni tipo "se solo poteste vedere".
Non sono un esperto, ma ... il confronto con Kardec
Il papà dello spiritismo è senz'altro
Allan Kardec:
"pedagogista e filosofo francese conosciuto per essere stato il fondatore e codificatore dello spiritismo, dottrina religiosa e filosofica di cui fu il principale divulgatore a livello mondiale".
Mi piace che Wikipedia insista sull'aspetto filosofico perché effettivamente su quello aveva puntato Kardec.
Lo spiritismo esisteva già, potremmo dire che è sempre esistito, non l'ha inventato lui, ma lui ha insistito per usarlo come mezzo di conoscenza per l'aldilà.
Il nucleo centrale del suo pensiero penso che si possa considerare
Il libro degli spiriti,
nel quale sono riportate domande e risposte agli spiriti ottenute tramite le medium Mademoiselle Japhet e le sorelle Baudin.
Già qui possiamo notare un'affinità tra questo e il libro che stiamo analizzando:
in entrambi i casi sia i coniugi Cooke che Kardec non si pongono come autori, ma riconoscono la paternità rispettivamente ad Arthur Conan Doyle e, nel caso del libro degli spiriti,
a Zéphir e Vérité (Zefiro e Verità).
Anche se, ad onor del vero, oltre a riorganizzare le domande secondo uno schema logico, sembra che (secondo Elias Moraes) Kardec sia intervenuto personalmente per aggiustare,
per adattare forse in modo un po' più coerente il testo a quella concezione filosofica che si stava delineando.
Una differenza strutturale invece è quella del numero delle domande: se A.C.D. parla spontaneamente e in modo prolisso invitando gli astanti a fare solo domande sensate (e sono veramente poche),
il testo di Kardec sembra un vero e proprio moderno "Frequently Asked Questions", e le domande sono un migliaio!
Onestamente ho letto il testo di Kardec molto tempo fa e non ho molta voglia (tempo) di riprenderlo in mano, per cui non mi avventuro in confronti specifici sulla sostanza.
Mi sembra che i due messaggi siano più o meno congruenti, ma sotto un certo punto di vista, mi sembra che questo libro sia più dettagliato sotto certi aspetti,
seppure sia di dimensioni notevolmente inferiori rispetto a quello di Kardec.
Conclusione
L'ultima differenza che vorrei sottolineare tra i due testi è che se Kardec tende un po' verso la scienza sottolineando come non siano credibili presunte mistificazioni da parte dei medium,
e come il quadro generale che emerge è completo, un vero e proprio sistema filosofico completo che non avrebbe saputo creare da solo,
il testo dei coniugi Cooke salta a piè pari qualsiasi tentativo di giustificazione scientifica o pseudo scientifica.
Questo è quanto, se non sei aperto di idee non lo leggere, se lo leggi vedi quanto ti può essere utile.
Paradossalmente mi sembra più coerente e logico questo secondo approccio.
Mi rifaccio a quanto avevo riportato a proposito del libro di Ludwig Wittgenstein
Note sul "Ramo d'oro" di Frazer:
c'è più logica nelle credenze dei "selvaggi" di Frazer che in Frazer stesso, limitato antropologo positivista inglese del ventesimo secolo.
Non si può dimostrare niente, non si può arrivare a nessuna conclusione definitiva, perché siamo limitati dal linguaggio stesso.
Ma partendo da dei postulati (ad esempio nel nostro caso: esistono gli spiriti e possono comunicare con noi tramite dei medium),
si può costruire un intero sistema filosofico o, se si preferisce, una nuova religione.
L'importante è che questo risultato sia coerente al suo interno.
Ma, aggiungo io, è ancora più importante che proponga un messaggio positivo.
Questo dunque è il pensiero che vi lascio, su cui meditare: semplicità. La vita non è complessa.
Soltanto l'ignoranza la rende tale; affermazione audace ma vera.
La vita è grande nella sua semplicità e semplice nella sua grandezza.
E' tutto.
(Dal capitolo "Spiriti della natura e Angeli")
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Autore: Arthur Conan Doyle, Grace Cooke
A cura di: Ivan Gooke
Titolo: Il libro dell'aldilà
Tipologia: brossura
Dimensione volumi: 21,5 X 13,5 cm
Pagine: 136
Editore: Edizioni Mediterranee
Anno di pubblicazione: 1983
Prezzo pagato: Lire 8000 (pagato 10 euro)
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