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Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2019

In carcere per Brigitte Bardot


Le poesie dell'esperienza di Nico Buono


"Rivedo quel tuo terribile risveglio (Samy... Samy... urlavi...) rivedo la mia fuga febbrile per i corridoi della Villa San Michele e tutta, tutta la Villa che si svegliava come da un incubo. Un uomo calvo, massiccio, mi venne incontro roteando una mazza... dieci, venti persone mi immobilizzarono... gettato per terra... poi i carabinieri e le loro manette..."

In questo passaggio in sintesi la storia. Il poeta si è introdotto nottetempo nella camera, della sua adorata, della sua Diva, divinizzata Brigitte Bardot. L'epilogo grottesco dell'arresto e della detenzione (ma si può rinchiudere un'anima pura?) viene trasformato dalla prosa lirica e intensa in un attimo immenso, sospeso nel tempo, nel quale la purezza imprigionata si arrende dolcemente alla primitiva forza bruta di un mondo convenzionato e ignorante. Tutto per Lei e solo per Lei. Aveva anche fatto testamento lasciandole i suoi pochi beni. Voleva farle da cavia mostrandole come si poteva morire con il cianuro e sognava il proprio funerale solitario, seguito da una sola persona: Lei.

La prima parte è una prosa commossa e coinvolgente. Nel poeta incarcerato tra guardie e detenuti che si fanno beffe di lui si può scorgere chiaramente l'albatros di Baudelaire. Il poeta viaggia a cavallo tra questa e un'altra dimensione, quella del sogno che trascende il nostro intelletto e compenetra la nostra esistenza. Ma quando viene catturato "Com'è goffo e maldestro, l'alato viaggiatore! / Lui, prima così bello, com'è comico e brutto!".
Ma Lei com'è bella! Le poesie della seconda parte sono piene di spazi vuoti "poiché le parole sono indegne". Le sue iniziali sono ovunque, traslate in tutte le posizioni.

Mi rendo conto scrivendo che è impresa improba cercare di rendere a parole un'opera di chi con le parole era un maestro, cercare di rendere la grandiosità di un'impresa di chi l'ha vissuta e resa immortale con un veleggiare altissimo del nero inchiostro sulla carta bianca. Posso solo cercare di rendere giustizia ad un Poeta ingiustamente dimenticato.

Chissà cosa direbbe ora del su BB dopo che ha dichiarato apertamente il suo profondo disprezzo per gli uomini e il suo profondo amore per gli animali. Si unirebbe a Lei o amareggiato ne prenderebbe le distanze? Ma questo lui forse lo aveva già capito.

"Io ti dico, Samy: che in un mondo di sessi aperti e di anime chiuse, Brigitte è un'anima aperta e un sesso chiuso, un sesso schiuso e un "non sesso", a volte, poichè esce dalla donna ed è l'unica che può ribellarsi al naufragio in Eva."



Autore: Nico Buono
Titolo: In carcere per Brigitte Bardot
Copertina morbida: 104 pagine
Stamperia Zendrini
Verona 1962



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