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Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2026 (Floréal - Civette)
In dialetto parmigiano, la felicità, non c'è:
non si dice, in parmigiano, Sono stato felice,
si dice "A ston stè ben", son stato bene,
così come non si dice, in dialetto parmigiano,
Ti amo, si dice «At voj ben»>, ti voglio bene.
(Paolo Nori)
Cominciamo da qua: il complesso monumentale e museale (è tanta roba come dicono i giovani) della
Pilotta
è impossibile da evitare per chi va a Parma: in qualche maniera ci capiti davanti anche se non vuoi.
Purtroppo le giornate invernali in cui ho fatto le foto (unitamente al fotografo scarso) non rendono giustizia agli esterni,
però mi piace l'idea mostrare un'Italia che milanesi e romani definirebbero provinciale,
e che invece io definirei spettacolare.
Questa è già la terza pagina web che pubblico su questa bella città emiliana, ma non sarà certo l'ultima.
A fare le spese della giornata bigia è soprattutto il Lungoparma, che sembra malinconico come la Venezia di una certa letteratura.
L'ex monastero di San Paolo
invece non ne risente: dato che le foto sono in interno sono penalizzate unicamente dal fotografo deludente.
La Camera della Badessa
affrescata dal Correggio è assolutamente strepitosa, e il fatto che in generale come fama questa ceda di importanza rispetto al già visto
Battistero
la dice lunga sulle potenzialità di Parma.
E infine si arriva al caffè con quel bizzarro scontrino che si può vedere in foto,
che sembra voglia smentire quanto detto dallo scrittore Paolo Nori nella citazione posta all'inizio.
Per vedere le foto in sequenza cliccare qui.
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