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Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio 2021 (Ventôse - Cornouiller)

David Lazzaretti e Monte Labbro (foto+libro)

"Il Cristo dell'Amiata" di Arrigo Petacco

Il grande pregio di questo libro è che riporta la storia di David Lazzaretti e della comunità da lui creata con scrupolo giornalistico e storico. E' ben documentato e l'autore, noto giornalista, ha una prosa godibile, ben articolata e, per fortuna, scevra di una facile emotività o sensazionalismo.
Fin qui sostanzialmente i motivi tecnici per i quali propongo questo volume. Per il resto non apprezzo molto l'angolazione strettamente materialistica con cui l'autore interpreta quello che fu un fenomeno spirituale pervaso di misticismo. Secondo la prospettiva proposta da Arrigo Petacco si evince che David Lazzaretti fu un pazzo visionario e delirante che però espresse qualcosa di buono realizzando un socialismo de facto, fu pasticcione ma sempre in buona fede, sempre dalla parte delle ingiustizie sociali, e siccome la sua attività fu sempre e comunque pacifica e al servizio dei più deboli, l'autore evidenzia come la sua uccisione fu profondamente iniqua e condannabile.
Neanche un dubbio che ci fosse un reale e profondo misticismo in David Lazzaretti, neanche un'incertezza si affaccia in quest'analisi spietatamente materialistica: rispetto l'opinione ma civilmente ne dissento!

David Lazzaretti: il santo Davide

Quindi per una ricostruzione sommaria su David Lazzaretti e i giurisdavidici rimando come al solito a Wikipedia, mentre per avere una ricostruzione molto più dettagliata e chiara rimando invece al succitato libro di Arrigo Petacco.
Proviamo comunque a ricostruire ancor più grossolanamente di Wikipedia la figura del santo David come viene chiamato non solo dai seguaci ma ancor oggi dalla gente del posto. Credo che potremmo suddividere la sua vita in tre fasi.

La prima, giovanile, dominata da una passione liberale accompagnata da una vita "peccaminosa" come la definiranno poi i suoi seguaci. Anche se, ancora prima, da ragazzino aveva seguito una matrice religiosa che l'aveva portato ad odiare in particolare Voltaire, che identificava come uno spirito del male, poi in gioventù aveva preso tutt'altra direzione e si era arruolato prima nei garibaldini e poi nell'esercito regolare piemontese. Anche la sua produzione poetica del tempo rispecchiava quegli ideali patriottici dell'unità d'Italia: "Figli d'Italia all'armi / la tregua è già finita / la voce della Patria / a debellar c'invita / sul campo della gloria / il nordico oppressor ...". In generale il Petacco lo definisce in questa fase "violento, intollerante, bestemmiatore di prima forza e sempre pronto a farsi saltare la mosca al naso".

Nel 1868 poi comincia una seconda fase che potremmo definire da mistico, in seguito ad una visione avuta che lo portò due volte a Roma nel tentativo di incontrare il papa. In realtà non era la prima visione che aveva avuto: la prima l'aveva avuta esattamente vent'anni prima, più generica e, su consiglio della madre, mai raccontata ad altri fino a quel momento. Dopo l'incontro del papa, cercando un luogo indicato dalla visione, finì a Montorio Romano, dove incontrò un eremita, Mikus, con cui strinse un rapporto molto intenso fino alla morte di quest'ultimo. Da Mikus si fece chiudere in una grotta sopravvivendo in modo quasi miracoloso. Da lì in poi le visioni si susseguirono.

La terza fase la definirei "pratica": se i due animi di David Lazzaretti possono sembrare incompatibili tra loro, a ben guardare un filo conduttore molto importante l'hanno avuto. Il santo David è sempre stato dalla parte degli ultimi: prima deluso, annoiato dalla chiesa si è rivolto al nascente stato Italiano sperando che portasse più giustizia sociale. Poi deluso anche da quest'ultimo ha riguardato alla Chiesa con speranza, pur sempre nella consapevolezza che una certa corruzione era radicata in essa. E qui il Petacco mette molta enfasi su questo aspetto pratico/politico. In realtà in questa terza fase il santo David è sempre stato guidato dalle sue visioni. Fatto sta che al rientro da Montorio Romano torna all'Amiata e comincia a creare la prima comunità di giurisdavidici. In questa comunità si realizzarono i primi, indiscutibilmente buoni, risultati di un socialismo equo e solidale, ispirato però da una matrice assolutamente religiosa.

Ovviamente se nella prima fase era riuscito a farsi amico dei liberali e farsi odiare dalla chiesa, nella seconda fase ottiene dapprima l'effetto contrario, ottenendo l'appoggio della chiesa per questa comunità cattolica in un momento controverso di liberalismo massonico anticlericale e contemporaneamente irriso dagli ex amici liberali. Nell'ultimo periodo però, quando era risultato chiaro che il mistico David stava andando per conto suo, fu avversato anche dalla chiesa, in primis dal parroco di Arcidosso.
In seguito ad un susseguirsi di processi e imprigionamenti sia da parte della chiesa (con una abiura estorta) che dello stato, si riunisce alla fine con la comunità del monte Labbro.
Il 18 agosto 1878 scendendo con una processione pacifica dal monte venne ucciso insieme ad altri due fedeli da una pattuglia di carabinieri che sparò sulla processione inerme.

Il mistico

Io sono, ma chi egli sia non so, ma sono
colui che esser dovrò chi ero in primo
ma prima me non conoscevo me stesso
ma or che conosco me non so chi ero
e colui che era in me non è più meco
perché son Seco a chi con me prim'era
ed essendo Seco opro con Seco,
ed egli opra con me, come opro in lui
e lui opra con me come in se stesso,
per cui me stesso opro in voler di lui
(David Lazzaretti)

Questi che Petacco definisce come "curiosi giochi di parole, spesso di interpretazione oscura", a me sembrano estremamente chiari. In preda ad un furore estatico David descrive un altro, "ma chi egli sia non so", che lo guida e opera insieme a lui.
"Ma prima me non conoscevo me stesso": rinunciando a sè stesso, come tutti i mistici (vedi San Francesco che arrivò fino alla poca lontana Scarzuola), David aveva accolto lo Spirito in sè. Prima non si conosceva perché non è l'ego ad essere il vero sè stesso in un uomo: "Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam"! O per dirla con Kierkegaard, solo abbandonandosi alla follia della fede si può realizzare completamente sè stessi.
Ecco quindi che la follia di David prendendo corpo ha portato alla costruzione sul Monte Labbro degli edifici che possiamo ancor oggi visitare, sempre col dovuto rispetto che si deve ai luoghi sacri.

Le foto

Rileggendo quanto scritto sopra mi rendo conto che la concisione, essendo per sua natura fortemente lacunosa, non rende assolutamente giustizia alla figura di David Lazzaretti e del movimento che ha creato. E temo che purtroppo anche le foto sotto riportate non evochino sufficientemente l'aura di misticismo che ancor oggi avvolge gli edifici rimasti dei giurisdavidici.
Questo vale in particolare per la piccola grotta scoperta dal santo David, che nel silenzio e l'oscurità sembra svelare pallidamante quelli che furono senz'altro momenti di intensa spiritualità.

(Per vedere le foto in sequenza cliccare qui).

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Galleria di immagini (cliccare per vederle ingrandite)


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