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- La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista
- Il potere politico o economico o burocratico accresce
  il potenziale nocivo di una persona stupida.
(Carlo M. Cipolla, "Allegro ma non troppo")
Allegro ma non troppo - Darwin Awards - Suicidi accidentali per menti poco evolute - Stupidi o sprovveduti? - La grande scommessa (The big short) - Le quattro vicende - I tre preziosi camei - Conclusione
Allegro ma non troppo
Non voglio essere autoreferenziale, ma dopo aver pubblicato tante pagine è inevitabile che di qualcosa abbia già parlato,
quindi in parte rimando con un link alla pagina in questione, dall'altra "repetita juvant", ribadisco il concetto che considero a mio avviso interessante.
Nella fattispecie ho parlato del libro "Le leggi fondamentali della stupidità umana" di Carlo Cipolla in
questa pagina.
Questo libro è stato poi accorpato da Cipolla con un altro scritto in
"Allegro ma non troppo" nel 1988.
Lo scritto è umoristico ma, ahimè, piuttosto centrato: quelli che rovinano la razza umana sono gli stupidi!
Sintetizzando brevemente, ponendo sull'asse delle ascisse le azioni che danneggiano (sulla sinistra) o avvantaggiano (sulla destra) sé stessi,
e ponendo sull'asse delle ordinate le azioni che danneggiano (in basso) o avvantaggiano (in alto) gli altri,
otteniamo la suddivisione di quattro tipi umani:
- gli intelligenti che avvantaggiano sé stessi e gli altri
- gli sprovveduti che danneggiano sé stessi avvantaggiando nel contempo gli altri
- i banditi che avvantaggiano sé stessi danneggiando gli altri
- gli stupidi che danneggiano sia sé stessi e che gli altri.
Per i banditi penso non ci sia bisogno di esempi.
Gli sprovveduti potremmo definirli con un classico esempio di chi perde dei soldi in contanti facendo contento qualcun'altro,
che anche particolarmente onesto in assenza di un portafoglio con i documenti non può che decidere di tenerseli.
Però secondo questa definizione mi chiedo se rientrano nella categoria anche i missionari, i medici di
Emergency o di
Médecins Sans Frontières,
insomma in generale chi fa spontaneamente azioni generose per bontà d'animo.
Per gli intelligenti diciamo che in linea teorica ha ragione Cipolla, anche se a me ricorda un po' la teoria dell'etica calvinista di
Max Weber
per la quale "un indizio per capire se si sarà o meno salvati è il successo professionale che si ha nel corso della vita,
come se dal successo nel lavoro si potesse avvertire il proprio essere graditi a Dio".
La categoria indiscutibile del trattato è invece quella degli stupidi, che essendo assolutamente imprevedibili sono più pericolosi dei banditi.
Direi che questi due film esemplificano molto bene questo concetto (e c'è poco da stare allegri!).
Darwin Awards - Suicidi accidentali per menti poco evolute
Non voglio entrare diretto nel film senza accennare a cosa sono i Darwin Awards:
Il Darwin Awards (letteralmente, Premi Darwin) è un riconoscimento umoristico assegnato su base annuale a qualsiasi individuo (spesso alla memoria) che,
secondo gli ideatori dello stesso premio, «si sono adoperati per la protezione del patrimonio genetico dell'umanità
tramite l'estremo sacrificio di auto-sopprimersi nella maniera più spettacolare e idiota possibile» [...]
Tra gli esempi veramente avvenuti che hanno portato al conferimento del premio, figurano l'aver fatto il giocoliere con delle bombe a mano (Croazia, 2001),
aver ripreso dei paracadutisti in caduta libera senza aver a propria volta indossato il paracadute (Stati Uniti, 1987),
avere usato una fiamma libera d'accendino per controllare se una cisterna di carburante fosse vuota (Brasile, 2002) o riscaldare una lava lamp su una stufa
Non serve essere morti: a me viene in mente quel signore che ha deciso di mettere i testicoli in una macchina per lavare le palle da golf,
si è salvato ma ha vinto il premio perché comunque si è auto-impedito di riprodursi.
Fatta la dovuta precisazione iniziale arriviamo al nostro film del 2006:
"The Darwin Awards - Suicidi accidentali per menti poco evolute".
Si tratta di un film commedia che a me ha dato un po' il senso di mockumentary perché fin dall'inizio il protagonista,
un collaboratore della polizia specializzato nel tracciare profili di criminali, viene affiancato per motivi di pubbliche relazioni da un giovane cineasta che deve realizzare un documentario
e che quindi lo segue riprendendolo ovunque.
Il film è composto perlopiù da queste riprese (più le ricostruzioni degli avvenimenti), per cui il cineasta non lo vediamo mai,
qualche volta lo sentiamo parlare, in parte i protagonisti sviluppano la trama e in parte si rivolgono alla telecamera quasi come un documentario.
Se a questo aggiungiamo che i casi da "Darwin Awards" affrontati sono, se non veri, quantomeno verosimili l'effetto è completo.
La trama sostanzialmente è data dal protagonista che decide di associare al proprio lavoro anche delle consulenze per le compagnie di assicurazioni partendo da un'idea di base piuttosto simpatica e innovativa.
Si tratta di una variazione del
rasoio di Occam:
l'ipotesi più stupida è quella vera. Quindi non la più semplice, come nell'originale, ma la più stupida.
Per prova l'assicurazione che contatta gli dà alcuni casi su cui investigare per capire se il cliente beneficiario merita il premio
oppure se l'incidente per cui si vorrebbe essere pagati è stato causato da imperizia (giusto per usare un eufemismo).
I casi sono spassosi, ovviamente se si apprezza l'umorismo nero.
C'è il signore che si è schiantato su una montagna con l'auto dopo averla modificata aggiungendo il motore di un jet,
c'è quello che è rimasto incastrato con un braccio nel distributore automatico per rubare una merendina, e poi per liberare il braccio si è tirato addosso il distributore.
Ci sono i due ragazzi che andati al concerto dei Metallica (c'è proprio il gruppo che fa un cameo!) scoprono di essere senza biglietti,
al che cercano di entrare scavalcando un muro.
La combinazione di essere sotto l'effetto di stupefacenti e un salto di diversi metri porta ad un crescendo verso il disastro totale (con risvolti amaramente comici).
Personalmente mi ha entusiasmato l'episodio dei due signori che erano a caccia d'inverno, col fuoristrada parcheggiato su un laghetto ghiacciato.
Siccome si stufavano perché non stavano prendendo niente, uno dei due ha l'idea di trasformare la caccia in pesca,
e per evitare la fatica di fare un foro nel ghiaccio decide di usare un candelotto di dinamite e lo lancia acceso al centro del laghetto.
Il cagnolino che li accompagnava pensando ad un gioco va a prendere il bastoncino e lo riporta indietro,
poi spaventato dalle reazioni inconsulte dei due uomini va a rifugiarsi sotto il fuoristrada, che esplosa la dinamite comincia ad affondare.
E già fin qua sarebbe stata divertente, ma non contento il proprietario del mezzo corre per evitare il disastro e va a finire nell'acqua ghiacciata.
L'amico accorre in suo aiuto e per tirarlo fuori gli porge il calcio del fucile (carico!) tenendo saldamente la canna: l'altro lo afferra ma nella concitazione tira il grilletto.
Credo che sia un'invenzione della sceneggiatura, ma non mi stupirei se si rivelasse vera.
Un'ultima nota di colore: nel film c'è un bellissimo cameo di
Lawrence Ferlinghetti
che interpreta sé stesso nella sua libreria. Purtroppo non l'ho trovato neanche come singola scena su Youtube, ma un giorno chissà.
Stupidi o sprovveduti?
Alcuni di questi episodi, speriamo di finzione, si scoprono nel momento in cui il beneficiario della polizza, se sopravvissuto, cerca di posizionarsi sulla destra del diagramma,
quindi da "stupido" a "bandito", cercando di truffare l'assicurazione. Ovviamente però, essendo di base stupido, alla fine viene smascherato.
Però nel complesso la domanda verrebbe spontanea: non è che dobbiamo considerare questi soggetti come semplici (si fa per dire) "sprovveduti"?
Alla fin fine hanno danneggiato solo se stessi, specie se sono morti.
Non scriverò una tediosa spiegazione: mi affido interamente alla poetica, celebre meditazione di
John Donne:
Nessun uomo è un'isola, completo in sé stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l'Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell'umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te.
La grande scommessa (The big short)
In questo film
gli stupidi sono veramente tanti e i danni causati al resto dell'umanità sono stati enormi.
Qualcuno di quegli stupidi è riuscito in extremis a spostarsi nella categoria "bandito", e nel finale del film si fa un piccolo flash sulle conseguenze legali dell'intera vicenda,
specificando chi avrebbe dovuto andare in galera, chi avrebbe dovuto pagare, tranne poi chiosare: "Scherzavo. Non è andata così".
L'episodio su cui si basa la narrazione è storico: stiamo parlando della
Crisi del 2008 che ha innescato poi la
Grande recessione.
Premetto che guardare il film è sicuramente più efficace che leggersi le due paginone di Wikipedia appena linkate.
Il film comincia spiegando da chi e com'è nata l'idea geniale che è stata alla base di tutto: negli anni '70 il trader obbligazionario
Lewis Ranieri
ha inventato, sostanzialmente, gli MBS (Mortgage-backed security,
titoli garantiti da ipoteca).
Ovvero laddove un mutuo ipotecario singolo rappresenta finanziariamente una quasi certezza, però a basso rendimento, più mutui impacchettati insieme in un titolo obbligazionario,
riescono ad aumentare il rendimento pur mantenendo sicurezza, e questi titoli possono a loro volta essere impacchettati in altri titoli,
creando fondi di investimento, apparentemente sempre più sicuri e redditizi.
Nel link di Ranieri a Wikipedia in inglese (perché in italiano non ce n'è traccia!) troviamo infatti che
"Sebbene [Lewis Ranieri] sia stato nominato da BusinessWeek nel 2004 come 'uno dei più grandi innovatori degli ultimi 75 anni',
è stato in seguito fortemente criticato per il suo ruolo nella crisi dei mutui subprime del 2007-09".
In effetti però di per sé non sono stati gli MBS a creare il problema, ma obbiettivamente ne hanno gettato le basi e nel film viene spiegato chiaramente come.
Un po' romanzato partendo da fatti reali e un po' documentario, il film narra le vicende di due uomini e di due gruppi di investitori che,
avendo capito per tempo cosa stava succedendo, hanno letteralmente scommesso sul crollo del sistema, laddove per sistema possiamo intendere non solo i titoli,
ma le banche maggiormente esposte e l'economia USA e mondiale.
Alla fine questi signori hanno vinto la scommessa, hanno guadagnato un sacco di soldi, ma hanno anche scoperto che è stata una vittoria amara, amarissima.
Le quattro vicende
- Michael Burry (Christian Bale)
"l'eccentrico manager di un hedge fund" come dice Wikipedia, è quello che veramente intuisce da solo quello che sta per succedere.
Ad un nuovo assunto fa spacchettare i principali titoli per poi poter analizzare personalmente migliaia di mutui per vedere come sono messi a insolvenze.
Vista la situazione disastrosa nel dettaglio, visto l'andamento e individuata la data più probabile del crollo del mercato,
decide per un investimento coraggioso: propone a tutte le principali banche di creargli dei
Credit default swap
per "scommettere contro" il mercato immobiliare. Questa la sequenza di reazioni: le banche accettano ridendogli dietro,
gli investitori che gli hanno affidato il denaro sono terrorizzati e vogliono ritirarsi,
alla fine l'FBI gli perquisisce più volte l'ufficio pensando che sia stato qualche trucco illegale, qualcuno gli fa causa,
però nessuno accetta di farlo parlare in pubblico per spiegare come ha fatto a guadagnare più di due miliardi di dollari.
- Jared Vennett (Ryan Gosling)
è un esperto bancario che venuto a sapere dell'operazione di Burry ne intuisce la correttezza, ben conoscendo i meccanismi delle banche.
Solo che per investire nei credit default swap ha bisogno di appoggiarsi ad un trader.
Dopo molti rifiuti, sbagliando numero di telefono entra in contatto con ...
- Mark Baum (Steve Carell)
e il suo team. Dipendenti dalla banca Morgan Stanley, ma di fatto autonomi, questi non solo recepiscono la correttezza delle previsioni di Burry,
ma scoprono che il crollo finale sarà amplificato dai
CDO
e ancor peggio dai "CDO sintetici", o CDO al quadrato.
Queste "obbligazioni di debito collateralizzate" sono strumenti che servivano a rifinanziare i titoli e quindi,
come sottolineato nel film, erano di fatto scommesse sui titoli immobiliari, con l'aggravante dei CDO sintetici che erano scommesse sui CDO, quindi CDO al quadrato
(è confuso ma lo vedremo meglio più avanti).
- Charlie Geller (John Magaro) e
Jamie Shipley (Finn Wittrock)
sono due giovani investitori che avevano accumulato un piccolo gruzzoletto da reinvestire e che trovano per caso un volantino di Vennett.
Affascinati dall'idea compiono una loro piccola indagine e scoprono che Burry ha ragione e che quello potrebbe essere l'investimento del secolo,
però data l'esiguità del capitale e la scarsa esperienza nel mondo della finanza non riescono ad entrarci da soli.
Si avvalgono così dell'aiuto di un ex banchiere in pensione,
Ben Rickert (Brad Pitt),
e con lui a crisi finita riescono a fare un piccolo gruzzoletto (80 milioni di dollari in due rispetto agli altri di cui sopra è poca roba).
Le quattro storie parallele che ogni tanto si incrociano sono interessanti perché offrono punti di partenza diversi.
Però, con l'eccezione di Jared Vennett, tutte collimano su una cosa: i nostri eroi hanno agito in buona fede capendo che si trattava di un investimento sicuro,
ma quando hanno visto la portata della crisi, la drammaticità degli eventi, si sono abbattuti, si sono angosciati (certo: ricchi e angosciati è meglio che angosciati e basta).
Michael Burry scrive una mail triste e amareggiata a tutti i suoi investitori dicendo che abbandona il suo fondo
(a cui aveva appena fatto guadagnare più di due miliardi di dollari) spiegando che ha visto come far soldi corrompa i rapporti umani,
perché si è accorto che la gente investe più volentieri con chi si sa porre meglio, non con chi dimostra i fatti.
Mark Baum aspetta fino all'ultimo per vendere i suoi credit default swap perché dice "una volta che li abbiamo venduti saremo come tutti gli altri".
Questo personaggio più di tutti gli altri è angosciato dalla natura truffaldina degli uomini, ed è ancor più angosciato dal fatto che a pagare siano sempre i più deboli.
Se l'ex banchiere Ben Rickert era già amareggiato dal mondo della finanza ancor prima di cominciare (era "ex" appunto per quello),
i due giovani lo diventano dopo: quando realizzano cosa ha significato realmente, quando entrano in una banca finanziaria ormai svuotata da tutto e da tutti
e si guardano attorno sconcertati ("me la immaginavo diversa").
I tre preziosi camei
Queste tre parentesi in rottura della quarta parete riescono a spiegare tre concetti finanziari in apparenza complessi, nell'amara realtà molto semplici.
Vengono tutte annunciate dalla voce narrante con la formula: "Questo concetto ve lo spiegherà ...".
- Margot Robbie "nella vasca da bagno con la schiuma",
come recita la voce narrante di Jared Vennett, ci introduce agli MBS e ai mutui Subprime.
Margot è immersa nella vasca da bagno con la schiuma: non vediamo niente di lei, solo le spalle nude, quindi possiamo immaginare che sia nuda e bella anche sotto.
Ma non lo possiamo sapere con certezza, così come dagli MBS non possiamo sapere come stanno andando i mutui sottostanti che li compongono.
Poi vediamo una scena molto fine: Margot è in un bagno molto elegante, una vasca molto elegante,
che sorseggia in modo molto raffinato una coppa di champagne che un cameriere molto elegantemente le ha servito.
Per contrasto la sua ultima frase è tranchant e molto volgare: "Quando sentite Subprime pensate alla merda! E adesso fuori dai coglioni"
(o qualcosa del genere). Insomma il mercato immobiliare si presentava bellissimo, non si poteva sapere cosa c'era sotto, ma alla fine era tutta merda
(parola particolarmente ricorrente nel film).
- Lo chef Anthony Bourdain
in cucina mentre taglia del pesce ci spiega molto bene come funzionano i CDO: il pesce, seppur comprato freschissimo, se dopo un paio di giorni non viene cucinato
non si può più dare al cliente perché gli si darebbe del pesce vecchio.
Ma se viene tagliato e messo nella zuppa, ecco che non è più pesce vecchio, ma zuppa di pesce.
Così i titoli che stanno andando male non si chiudono rimettendoci soldi, ma si riaccorpano, magari a più livelli, rimettendoli sul mercato.
Però resta sempre pesce vecchio, anzi: è merda come dicono spesso nel film.
- L'economista Richard Thaler insieme alla pop star
Selena Gomez seduti al tavolo da gioco
ci spiegano molto chiaramente come funzionano i CDO sintetici: la gente che sta attorno è convinta che siccome Selena continua a vincere, continuerà per sempre.
Non potendo partecipare direttamente con lei, dandole i soldi e ricevendone la parte di vincite, scommettono su di lei.
Addirittura qualcuno scommette su qualcuno che scommette su di lei.
Ovviamente quando lei perde si innesca una reazione a catena che coinvolge tutti gli scommettitori, e infatti nel film dicono che i CDO sintetici sono stati la bomba atomica per la crisi.
Conclusione
Mi sono dilungato decisamente di più su questo secondo film perché ammetto che mi ha entusiasmato: riesce ad insegnare qualcosa in una materia complessa come la finanza,
divertendo, essendo a tratti umoristico e a tratti commovente.
In realtà nel film dicono ad un certo punto che la finanza non è così complicata, ma da Wall Street vogliono che lo sembri, e per questo la riempiono di sigle incomprensibili,
perché nessuno capisca cosa stanno combinando alle nostre spalle.
E qui arriviamo al punto inquietante che ci riporta all'analisi inziale: fino al momento dell'intuizione di Michael Burry, come direbbe Cipolla, sono tutti stupidi,
sono stati tutti così attratti dal guadagno facile che veramente non si sono resi conto di aver creato e innescato una bomba atomica per l'economia.
Quando Mark Baum, ad esempio, va ad interrogare una signora dell'agenzia di rating e le chiede in modo estremamente diretto e chiaro se hanno controllato i titoli prima di dare una tripla A
(AAA è il massimo dell'affidabilità), questa prima si arrabbia ("cosa pensa che facciamo qui tutto il giorno"), ma poi alla fine, messa alle strette,
ammette di no: non li hanno mai controllati altrimenti le banche avrebbero portato i titoli alla concorrenza per farsi valutare.
Dei vari banchieri e/o funzionari di banca non ne parliamo: davanti ai nostri quattro cavalieri dell'apocalisse che volevano scommettere contro il mercato immobiliare hanno riso apertamente
accettando un'aggravante economica pesantissima al loro fallimento.
I venditori di case hanno ammesso candidamente di aver aperto decine, centinaia di mutui senza controllare nulla: tanto in banca accettavano tutto.
Ed è a questo punto che Mark Baum interrompe il colloquio con loro e parla in privato col suo collaboratore:
"Perché confessano?"
"Non stanno confessando: si stanno pavoneggiando".
In tutta la narrazione sembra che ci sia una gara a chi è più stupido.
Ripensando al film e ripensando in generale alla Grande Recessione si giunge alla serena e pacata conclusione che è stata veramente tutta colpa della stupidità umana.
E questo è inquietante: sarebbe preferibile pensare ad un'ipotesi complottistica, un'élite che per i propri interessi ha creato una bolla immobiliare per specularci sopra.
Ma in questo caso non è credibile, ci hanno rimesso tutti, e il lato banditesco degli stupidi al vertice è saltato fuori solo alla fine,
quando questi hanno messo in salvo le proprie finanze scaricando sul ceto medio le perdite.
Quelli che ci hanno guadagnato sono i protagonisti del film, ma non hanno organizzato loro la bolla, l'hanno solo scoperta per tempo.
E come hanno fatto?
Michael Burry semplicemente guardando i numeri in dettaglio, guardando l'andamento di migliaia di mutui.
Gli altri hanno preso spunto da lui ma hanno verificato anche in altro modo.
Charlie Geller e Jamie Shipley ad un certo punto si recano a vedere un intero villaggio di case fatte con questi mutui: sembra una ghost town.
Case vuote, abbandonate quasi all'improvviso, dei quattro abitanti rimasti riescono a parlare con uno che però è in affitto.
Quando questi scopre che il suo padrone di casa non sta pagando il muto si allarma: "Ma come? Io pago sempre puntuale l'affitto! E adesso cosa succederà?"
Mark Baum e i suoi vanno ad interrogare una signora di un'agenzia immobiliare tutto sommato messa bene, ma già lì cominciano a vedere case in vendita di chi non riesce a pagare il mutuo.
Interrogano addetti al settore e venditori a Las Vegas ad un convegno, dove parallelamente ci sono anche Geller e Shipley,
e lì scoprono con assoluta certezza dopo molte interviste di avere a che fare solo con stupidi totali.
Insomma ha ragione Cipolla: bisogna avere paura degli stupidi, soprattutto quando il potere politico o economico o burocratico accresce la loro potenzialità.
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